Rinascere diversi: i mille piani (esplosivi) di Millepiani

Rinascere diversi: i mille piani (esplosivi) di Millepiani

Millepiani è un nome che, chi è già passato da queste parti, sicuramente ricorderà: il suo disco “Eclissi e Albedo” ci aveva fatto eccome parlare di lui, accogliendolo tra le nuove rivelazioni di una canzone d’autore che, nel pieno del Covid, stava provando a ricercare nuovi equilibri e geometrie esistenziali.

Sì, ammettiamo di aver citato il maestro Battiato, ma in effetti non siamo di certo andati troppo lontani dal punto di galleggiamento di Millepiani, cantautore toscano che raccoglie echi di tutta la tradizione autorale in un mix che si sublima proprio attraverso la contaminazione con la letteratura, la filosofia e, se vogliamo, un’idea tutta personale di etica e morale.

Come in “Eclissi e Albedo”, anche qui il centro essenziale della riflessione di Millepiani è l’uomo, o meglio ancora, la dimensione di “essere umano” in balia a dubbi, domande e riflessioni esistenziali che finiscono con l’eruttare a mo’ di Krakatoa disintegrando ogni possibile risalita verso la luce di chi, nelle profondità, non ha ancora smesso di cercare sé stesso. C’è di certo, nella musica di Alessandro, un tocco poetico che aiuta le parole a rotolare disinteressandosi, in un certo senso, dell’andamento del verso, sgusciando via dalla metrica e dalla ginnastica del senso: ad ogni ascolto, “Krakatoa” rivela un afflato mistico che si apre via via, suggerendo all’ascoltatore di ripremere play dopo il primo ascolto, quantomeno per capire davvero quale fosse la direzione che il brano vuole prendere.

Musica, insomma, che per una volta non si presenta “già digerita” ma da masticare, comprendere, conoscere: e chi ben comincia, è già a metà dell’opera…

By |2022-12-09T11:12:04+01:00Dicembre 2022|musica, recensioni|