Gamaar si mette a nudo con “Nella mia testa”

Gamaar si mette a nudo con “Nella mia testa”

Esce mercoledì 21 settembre 2022 “Nella mia testa“, il nuovo singolo del progetto Gamaar, fondato dalla cantautrice e produttrice bresciana Gabriella Diana. Con l’inizio dell’autunno non è sempre semplice essere spensierati, i momenti riflessivi aumentano sempre di più e quale momento migliore per non parlare proprio di questo argomento con Gamaar? Noi abbiamo parlato con Gabriella, ecco che cosa ci siamo detti!

Ciao ragazzi benvenuti su Nowerise! Vi va di raccontarci come nascono i Gamaar? Da dove viene la scelta di questo nome?

Ciao! Il progetto Gamaar nasce sostanzialmente da me, Gabriella, e dalla mia necessità di formare una band per sostenere gli arrangiamenti che pian piano stavo elaborando. Ho portato a lungo la mia musica sui palchi bresciani chitarra e voce, ma non è mai stata la destinazione finale. Dopo qualche tentativo e formazione ho incontrato Cristian, l’attuale bassista, con il quale ho cominciato a collaborare. Abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2018 sempre come trio, Ylenia è arrivata a far parte del progetto quasi un anno fa e ne siamo incredibilmente felici: abbiamo una bellissima sintonia insieme. Sentire finalmente i miei brani suonati da una band è stata un’esperienza fondamentale ed il coronamento di un sogno.

Il progetto prende il nome dal cinema parigino “Le Gamaar” dove, nel film di Quentin Tarantino “Bastardi Senza Gloria”, viene usato un mezzo di cultura (la pellicola cinematografica) per combattere l’oppressione nazista. Mi piaceva l’idea di utilizzare un nome corto, forte, rivoluzionario, pulp, ma con un suono quasi esotico. Ed eccoci qua.

“Nella mia testa” è il vostro nuovo singolo: vi di dirci qualcosa in più?

Tutto il disco, che uscirà a fine Ottobre, è molto personale e percorre un periodo della mia vita molto buio durante il quale la musica ha giocato un ruolo fondamentale: mi ha salvata. “Nella mia testa” però mette completamente a nudo le dinamiche del mio cervello: paranoie, ansie, ma soprattutto racconta di quanto ci si possa sentire in trappola nella propria testa, che, invece di rappresentare uno spazio sicuro, può incarnare una vera e propria battaglia.

Il brano parla di quanto la quotidianità di una giornata possa diventare complessa quando si soffre di disturbi come ansia e depressione, e dell’incapacità di mettere ordine alla matassa nera che talvolta si crea in testa. La mancanza di fiducia nel futuro, l’esasperazione, le problematiche sociali, il cambiamento climatico e il capitalismo sono tra le questioni che hanno portato alla composizione del brano e che influenzano inesorabilmente la nostra salute mentale, la percezione di noi stessə e il significato che, se siamo fortunatə, riusciamo a dare alla nostra esistenza.

“Mi sveglio, canto, piango” queste sono le prime parole del testo di “Nella mia testa”: quanto ti ha aiutato scrivere una canzone che parlasse di una quotidianità così tanto legata alla vita di Gabriella?

E’ stato importante mettere nero su bianco cosa mi stava succedendo. Per quanto mi riguarda con la musica è molto più catartico dell’avere un diario, ad esempio, perché è un linguaggio personale, senza regole, creativo e sonoro. Spesso mi riconosco di più nei brani che scrivo che nelle parole che dico. Mi ha aiutato scrivere tutto il disco in realtà, ho dato un suono ai miei pensieri e alle mie emozioni, è stato terapeutico.

Ci sono degli artisti a cui vi ispirate per la creazione della vostra musica? 

Più che artisti e artiste a cui ci ispiriamo attivamente, e considerando poi che Cristian e Ylenia portano la personalità delle loro performance al sound dei brani, il nostro linguaggio musicale subisce l’influenza dei miei ascolti: Beatles, Jeff Buckley, St. Vincent, La Rappresentante di Lista, Verdena, Florence & The Machine e tanti altrə sono statə la colonna sonora delle mie serate solitarie o dei miei viaggi. Amo la loro musica e sicuramente ascoltarli, suonarli e studiarli ha influenzato il mio modo di scrivere e il sound che cerco in un pezzo.

Qual è il messaggio che vorreste arrivasse a chi vi sta ascoltando e leggendo in questo momento? Lasciateci con un monito!

Sicuramente il comunicare il semplice concetto “non sei solə” a chi sta male o crede di stare impazzendo: un tema forte nel disco è la follia, la salute mentale. Altri messaggi importanti sono il rispetto verso sé stessə e verso le altre persone, ascoltare le proprie emozioni negative, e non solo le positive, dare la precedenza all’empatia e rimandare il giudizio, e lottare contro ciò che opprime, uniforma, zittisce, fa violenza, deumanizza e sfrutta. Un monito potrebbe essere “Abbracciati, ascoltati e cerca la tua forza”.

 

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By |2022-09-22T11:24:14+02:00Settembre 2022|interviste, musica|