Alla scoperta di Blùnda, alla ricerca della “Pace”

Alla scoperta di Blùnda, alla ricerca della “Pace”

Blùnda è un nome che, prima di qualche tempo fa, non avevamo ancora avuto la fortuna e la possibilità di apprezzare: la giovanissima cantautrice, fresca di pubblicazioni di una doppietta di brani inediti preceduti dalla release delle riletture di “Rimmel” di De Gregori e “Le Rondini” di Lucio Dalla, ha un timbro identitario che dalle corde vocali arriva in punta di penna; un melpot di influenze che vanno dal pop al soul passando da una chiara affezione per il cantautorato e per la scrittura poetica: insomma, un profilo da tenere d’occhio, che non potevamo far altro che coinvolgere sulle nostre colonne.

Blùnda, partiamo con un giochino: utilizza solo tre aggettivi per raccontare la tua musica. Anzi, te ne offriamo anche un altro in più (bonus!) che però proprio non ti appartiene…

Vi direi intima, sincera e coraggiosa. Non è trap (si può considerare come aggettivo trap? Non me ne vogliate…). Scherzo! sicuramente direi che non è ripetitiva, perché è qualcosa che proprio non mi appartiene. Sono un vulcano di idee e ho bisogno di spaziare molto.

Come si avvicina per la prima volta alla musica, Blùnda? Ricordi il tuo primo contatto con le sette note?

Non ricordo con esattezza il momento perché ero molto piccola, però mi viene spesso ricordata dai miei genitori la prima volta che ho cantato in pubblico: avevo circa due anni e ci trovavamo in un ristorante a San Vito Lo Capo.

Durante la cena ho iniziato a cantare “Anima mia” dei Cugini di Campagna, perché è una canzone che spesso mia madre mi cantava come ninna nanna.

Il resto del racconto non lo so, però tutto questo per dire che il mio avvicinarmi alla musica è stato del tutto naturale, fin da piccolissima.

Sin da piccina, hai frequentato l’ambiente musicale. Hai anche partecipato al noto programma “Ti lascio una canzone”: che ricordo hai di quell’esperienza?

Ti lascio una canzone mi ha regalato dei momenti bellissimi e un’esperienza davvero significativa. Ho un ricordo meraviglioso che porterò sempre nel cuore.

La mia grande fortuna è di averla vissuta come dovrebbe viverla una bambina a quell’età, con tanto entusiasmo e altrettanta ingenuità.

Qualche mese fa, hai esordito con il tuo primo brano originale, “La mia Italia”: un brano ben diverso dal tuo ultimo singolo, “Pace”. Cosa ci dobbiamo aspettare dal disco che stai preparando?

Questo disco sta crescendo insieme a me. Ogni tanto mi viene fatto notare come non sia un disco “tutto uguale” ma penso sia anche fisiologico e che possa accadere quando sei agli esordi e desideri seguire l’istinto.

Sicuramente sto cercando di inserire tutto ciò che musicalmente mi appartiene, tutte quelle influenze che mi stanno formando come artista.

A livello tematico sarà un lavoro intimo, in cui parlo sia di me sia di tematiche più ampie, come ho già fatto con “La mia Italia”.

Arriviamo a “Pace”: una ballata sensibile, dolcissima e malinconica, che pare essere una richiesta d’aiuto e salvataggio alla persona amata. Ma l’amore, in definitiva, può davvero salvarci?

Penso che.. sì, l’amore possa davvero salvarci, basta non credere solo e soltanto all’amore delle favole, ma invece ricordarci che l’amore si mostra sotto tante forme diverse.

Pace in questo senso è una canzone che nasce più come dialogo tra me e me, apparentemente è una canzone d’amore, ma nella mia testa il focus è sempre stato sul dialogo interiore – che trovo sempre essere una forma d’amore, anzi forse quella più importante.

Ci racconti come stai lavorando ai tuoi brani? Quale team si nasconde, dietro la compattezza delle tue proposte musicali?

Ho avuto la grande fortuna di incontrare sul mio cammino delle persone che credono davvero in me e che hanno anche grande professionalità.

Eleonora Di Miele, la direttrice della mia storica scuola di canto e attrice, mi ha sempre seguito e ha sempre desiderato aiutarmi nel trovare delle giuste collaborazioni.

Insieme a lei, nel 2020, abbiamo conosciuto il mio attuale produttore musicale, Marco Baracchino, un grande musicista ed una bellissima persona.

In lui sono riuscita a trovare un collega, nonostante la differenza di età e di esperienze si è affiancato a me nel mio percorso cercando di aiutarmi nel trovare la mia chiave musicale. Lavoriamo spesso insieme anche proprio sugli arrangiamenti, permettendomi di sperimentare me stessa in primis.

E ora? Quali saranno i prossimi step del tuo percorso artistico?

Eh! Questa è una bellissima domanda.

Il mio obiettivo principale ora è chiudere il mio primo disco e pubblicarlo, dopo di ché penso che vorrò confrontarmi con il pubblico dal vivo e farlo ascoltare in giro.

Poi chissà… sono una persona estremamente ambiziosa e non voglio pormi limiti, desidero guardare ad ogni passo sempre un po’ più in su e mettermi alla prova.

By |2022-09-06T12:48:16+02:00Settembre 2022|interviste, musica|