Alla scoperta dei Mangrovia Twang

Alla scoperta dei Mangrovia Twang

Abbiamo fatto qualche chiacchiera con i Mangrovia Twang per saperne di più sulla pubblicazione del loro ultimo EP “Giorni che esplodono”.

Ciao! Il vostro esordio è segnato dalla pubblicazione dell’EP “Giorni che esplodono”. Cosa vuol dire questo titolo?

La sera in cui ci siamo conosciuti, al tavolo di un bar, abbiamo immaginato i contorni e l’ambizione di un progetto che non aveva ancora un nome, condividevamo una visione, ma non sapevamo quale fosse la sostanza.

Da quel momento abbiamo scoperto la sensazione di veder esplodere i giorni, nell’inseguire un obiettivo così lontano e definito solo nelle nostre teste. Questo EP è arrivato grazie a un susseguirsi di strade intraprese ad un bivio che ci hanno condotto ad un cambiamento. Quei giorni che esplodono sono stati il nostro percorso insieme.

I Mangrovia Twang sono una band pugliese. Siete legati artisticamente al vostro territorio?

Noi amiamo il nostro territorio, Taranto è la città che ci ha ispirato. Quando abbiamo iniziato non c’era una scena musicale strutturata, ma sono stati anni importanti per la musica emergente. Lo scorso anno abbiamo realizzato nella sede della nostra associazione “Mangrovie” una rassegna intitolata “La nuova comitiva tarantina” con tutti gli artisti emergenti più attivi del territorio. È stato un modo per raccogliere tutte le energie musicali a noi vicine e provare a dare a modo nostro un impulso al cambiamento.

Cosa vuol dire per voi essere una band? È difficile portare avanti un lavoro di squadra?

Per noi è stata la cosa più semplice, siamo in tre e ogni decisione è frutto di un nostro singolare processo democratico. Il tempo passato insieme è il tempo passato con i migliori amici, non c’è separazione tra i momenti di lavoro e quelli di svago, molto spesso si fondono rimanendo forte la volontà creativa.

Quali sono i vostri artisti prediletti come ascolto?

A noi piacciono Thelonious Monk per le armonie alterate, Guthrie Govan per il sound bluesy, Morricone per i suoi temi lirici, Debussy per le sue immagini bucoliche, Ginevra per le sperimentazioni elettroniche, Colapesce e Di Martino per lo spessore cantautorale, Son Lux per la visione ambiziosa.

Quali sono le vostre ambizioni?

Vogliamo far diventare questo progetto un punto di riferimento nella scena musicale italiana sdoganando l’idea secondo cui la musica pop non possa godere di composizioni articolate e di influenze che provengono da generi musicali che in qualche modo ci hanno caratterizzato nel modo di scrivere.

By |2022-06-30T11:14:02+02:00Giugno 2022|interviste, musica|