Stifanelli e la sua “Tedesca”

Stifanelli e la sua “Tedesca”

Una chitarra acustica con ritmo in levare, una voce dal gusto rustico che fa venir voglia di saltellare a suon di singhiozzi. Un arrangiamento essenziale e preciso. Un paio di modulazioni nel corso del brano, e poi la canzone assume un aspetto tutto rock: batteria, chitarra elettrica, coro e seconde voci. Tutto in battere questa volta.

Filo conduttore è questo singhiozzo, questo ritmo che si muove a scatti e a scatti ci porta a muovere la testa su e giù, a tempo, per poi diffondere il movimento lungo tutto il corpo.

Ballare leggeri seguendo la musica, il cui testo esprime altrettanta leggerezza: “vivo proprio bene da quando non ti vedo più”. È bello liberarsi dalle catene che ci tenevano legati a un peso che ci ancorava al fondo.

Oppure le catene sono quelle che ora ci legano a un’assenza? C’è un pizzico di velata malinconia in questo testo, e ci viene rivelata a fine traccia. L’artista stesso ce ne dà conferma: “in ogni caso alla fine del brano mi deprimo comunque”.

Non rimane di certo indifferente a primo ascolto, ed è necessario prestare molta attenzione: il singolo d’esordio di Stifanelli, Tedesca, può creare dipendenza.

Una dipendenza fortemente consigliata, dall’inizio alla fine. Curiosi di sapere cos’altro sarà in grado di regalarci questo nuovo, interessante artista, attendiamo volentieri la sua prossima uscita.

 

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By |2022-06-21T16:33:57+02:00Giugno 2022|musica, recensioni|