A tu per tu con gli Unwelcome

A tu per tu con gli Unwelcome

Oggi ospiti di Nowerise gli Unwelcome, band piemontese che nei primi 2000 ha portato in alto il nome del crossover italiano. Tornano in questi giorni con un nuovo disco, dall’emblematico titolo “Be Unwelcome or Die”, e tanta voglia di “pestare” come 20 anni fa.

Ciao ragazzi, benvenuti su Nowerise! Avete pubblicato il vostro nuovo disco “Be Unwelcome or Die”. Come descrivereste questo lavoro?

ANDREA: Ciao e grazie a Voi per l’attenzione e la disponibilità. Penso che sia il nostro disco più maturo e più sfaccettato, avevamo un sacco di tempo da recuperare! Scherzi a parte, penso sia un disco moderno, nel senso che non è nostra intenzione vivere di ricordi né sfruttare qualche tipo di ”revival” o di “efetto nostalgia”, questi sono gli Unwelcome nel duemilaventidue, con il nostro suono ed i piedi ben piantati nel presente.

Dite di fare Space Core, e dite anche che questa definizione vuol dire tutto e niente. Qualcuno diceva lo stesso del Crossover a suo tempo. Quindi: tra il tutto e il niente, dove si colloca la vostra musica?

ANDREA: Sinceramente non ci è mai piaciuta la tendenza ad etichettare la musica per generi, per questo ad un certo punto abbiamo deciso che, se proprio dovevamo essere etichettati, avremmo scelto noi come. Ed ecco che è nato il termine “space-core” .In realtà ci siamo sempre considerati una band “crossover” nel senso che abbiamo sempre cercato di travalicare i generi, di ibridare, di cogliere influenze un po’ ovunque per farne il nostro suono. Non ci siamo mai posti dei limiti o dei paletti, non abbiamo mai avuto un suono o un artista di riferimento, facciamo quello che ci piace senza preoccuparci di come verrà giudicato. Se pensiamo che in una canzone ci stia bene una testiera, un sax o altro…no problem, siamo liberi di sperimentare e di fare qualunque cosa riteniamo essere funzionale alla nostra musica.

Gli Unwelcome quanto sono cresciuti e cambiati dagli inizi ad oggi? 

ANDREA: Sicuramente non siamo più ragazzini, tieni presente che abbiamo iniziato a suonare insieme nel ’94. Nel frattempo siamo cresciuti, abbiamo fatto esperienze positive ed altre negative, abbiamo commesso errori e fatto scelte anche dolorose talvolta. La musica è semplicemente l’espressione dei nostri cambiamenti e della nostra maturazione come individui e come musicisti.

Questo disco sarà la ripresa reale del vostro percorso? In altre parole: sarà l’ultimo disco degli Unwelcome o il primo di una nuova serie?

ANDREA: La nostra intenzione è continuare a fare quello che ci piace, quindi suonare e magari comporre materiale nuovo…ci siamo presi una luuuuuunga pausa, ora vorremmo recuperare un po’ il tempo perduto, quindi crediamo che questo sia soltanto il primo di una nuova serie. Naturalmente non possiamo sapere cosa succederà, ma al momento ci stiamo divertendo molto e per noi è la cosa fondamentale.

Perché avete scelto di coverizzare i REM? Scelta singolare, anche se la vostra versione di “Drive” a noi è piaciuta parecchio!

ANDREA: Perché no? A noi piace moltissimo quella canzone, personalmente ascolto da sempre i R.E.M. e penso che “Automatic for the people” sia un capolavoro, un disco emozionante e bellissimo, e ci siamo approcciati alla meravigliosa intimità dell’originale cercando di mantenerne la stessa intensità e la stessa inquietudine, seppure amplificata da un suono oscuro e distorto. La scelta di farne una cover, però, è nata quasi per gioco. Kappa, il boss di AmmoniaRec., la nostra etichetta, ci aveva parlato adella possibilità di far uscire una compilation con varie band alle prese con cover di pezzi più o meno famosi…e sapendo che lui detesta i R.E.M., ovviamente, quella è stata da subito la nostra scelta! Poi della compilation non se ne è più fatto niente ma la nostra versione di “Drive” ci piaceva tantissimo ed è rimasta. E poi già ai tempi di “Independent Worm Songs” avevamo fatto uscire una cover di “Close to me” dei Cure…e millenni fa suonavamo pure una nostra versione di “La Isla bonita” di Madonna. 

Potremo vedervi dal vivo da qualche parte questa estate?

ANDREA: Ci stiamo lavorando. Abbiamo in programma qualche data di presentazione del disco in estate per poi concentrarci ad una serie di concerti nei club in autunno, ma questo è un periodo un po’ caotico, dopo due anni di chiusure a causa del Covid, quindi stiamo aspettando di capire meglio come evolverà la situazione…ma senz’altro qualcosa lo faremo. Grazie ancora e be Unwelcome or die!

By |2022-06-14T19:26:12+02:00Giugno 2022|interviste, musica|