Sentirsi il mondo addosso, sentirsi Lourdes

Sentirsi il mondo addosso, sentirsi Lourdes

In occasione della release del suo nuovo singolo per La Clinica Dischi, abbiamo fatto qualche domanda a Lourdes, cantautore che dopo l’esordio con il proprio EP di debutto ha fermato le “bocce” per un po’ prima di ripartire con un sound diverso, sì, ma che tiene ben presente le radici del progetto.

Lourdes, utilizza solo tre parole per raccontarci “Il mondo addosso”, il tuo ultimo singolo per La Clinica Dischi.

Cazzutto, cazzuto, cazzuto.

Con l’etichetta spezzina, avevi pubblicato, qualche mese fa, il tuo EP d’esordio. Ti senti cambiato, da allora? Quello che ci troviamo davanti è un “nuovo” Lourdes oppure ti senti in linea con il tuo passato?

Credo sia un cambio radicale e un taglio netto con il primo ep dove era tutto molto meno profondo e “incazzato”. Se il primo ep poteva avere più colori, questa canzone e le prossime sono più scure.

Parliamo de “Il mondo addosso”. Come nasce il brano?

Nasce dalla sensazione di sentirsi con le spalle al muro e dall’esigenza di volerlo gridare.

Nel brano, fai riferimento anche alla pornografia, a come tutto sia “sottosopra” in determinate fantasie che rischiano di incatenarci. Ma sentirsi “il mondo addosso” è un qualcosa che ti fa stare bene o ti confonde, stancandoti?

Sentirsi il mondo addosso è sicuramente più confusione che stare bene. E’ l’essere in guerra ogni giorno contro tutti e soprattutto contro se stessi.

Con chi hai lavorato alla produzione del brano?

La prima fase di produzione è stata fatta con Federico Laini nel suo studio a Bergamo, dopodichè sono intervenuti Leonardo Lombardi e Marco Barbieri negli studi de La Cinica Dischi.

Hai in previsione degli spostamenti per quest’estate? Ti vedremo live?

Ci spero proprio ma salvo novità dell’ultimo momento non credo.

By |2022-05-26T14:06:39+02:00Maggio 2022|interviste, musica|