Frambo si salva dal karma nel suo secondo disco “Touché”

Frambo si salva dal karma nel suo secondo disco “Touché”

E’ tornato Frambo, e lo ha fatto in grande stile, eccome! Il talento di scuola La Clinica Dischi, nonostante la ridotta anagrafe, è già da un po’ nei radar di chi segue “la musica che vale”: perché? Beh, basta premere “play” su uno qualsiasi dei brani del ragazzo biondo toscano per capire che ci troviamo di fronte ad un ibridazione riuscita tra vecchia e nuova scuola, tra pop tradizionale e nuovi linguaggi della Gen Z. Insomma, un cavallo vincente.

“Routine”, il suo primo EP, aveva già fatto capire che Frambo avesse tutte le carte in regola per farsi valere tra i nuovi nomi della scena generazionale: scrittura leggera ma mai superficiale, attitude “urban” capace di riempire i muri delle vostre città e una produzione mai banale che aveva già lasciato intuire lo sviluppo musicale di un progetto fresco e gustoso; la dimostrazione di ciò non poteva che arrivare con “Touché”, il secondo EP dell’artista che oggi torna con una triade di inediti completata dalla somma dei due singoli già usciti (e come che risultati!).

“Karma”, “Vaniglia” e “Terrazzo” rappresentano un “EP nell’EP”, con focus ben preciso e centrato sulle guerre interiori di Frambo, raccontate con il linguaggio della sua generazione, sì, ma in modo trasversalmente comprensibile, capace di arrivare a tutti: “Karma” è una cavalcata potentissima, che chiama subito al ri-ascolto e rappresenta forse la più riuscita traccia del disco, “Vaniglia” con i suoi stacchi imprevedibili alza l’asticella della produzione verso un gusto più ricercato, in cui i Beatles si fondono con i Tame Impala; “Terrazzo” è una ballad più compassata, è vero, ma dotata di un testo che taglia per bene, e si fa apprezzare fin dal primo play.

Insomma, se con “Non mi spingere” e “Perdonami” (come per il primo disco con “Guerra” e “Tour Eiffel”) Frambo aveva dimostrato di saper sfornare vere e proprie hit radiofoniche, ora “Touché” completa il quadro di una personalità artistica in evoluzione, capace di affinare non solo la propria proposta musicale ma anche di migliorare con efficacia l’abilità di scrittura. Ottimo lavoro.

Manuel Apice

Manuel Apice è la somma delle sue domande senza risposta; ci convive bene tranne quando dimentica il suo nome. È laureato in Discipline della Musica e del Teatro all’Università di Bologna, fa il cantautore ed è il vincitore del Premio Fabrizio De André 2018. È sopratutto però un inguaribile narciso, con evidenti problemi di gestione nel controllare l’autoreferenziale abitudine a parlare di sé in terza persona.

By |2022-05-13T00:34:50+02:00Maggio 2022|musica, recensioni|