Fabio Paolo Costanza racconta il suo “Tumorati di Dio”

Fabio Paolo Costanza racconta il suo “Tumorati di Dio”

Esce il 5 maggio il primo romanzo di Fabio Paolo Costanza, dal titolo “Tumorati di Dio“. Un libro che, come si può dedurre dal titolo, tratta di tematiche ancestrali ma allo stesso tempo molto dure e spesso tabuizzate nella società attuale, parliamo infatti di morte, malattia ma anche amore.

Senza andarvi a fare grandi anticipazioni, vi lasciamo con l’intervista che ci ha rilasciato!

Ciao Fabio benvenuto, il 5 maggio pubblichi il tuo libro d’esordio “Tumorati di Dio”, come nasce l’esigenza è l’urgenza della scrittura di questo testo?

È un romanzo che nasce da una riflessione personale sui temi della malattia, dell’amore e della morte, iniziata insieme al dolore per un lutto importante. Ho cominciato a riflettere su cosa possa provare una persona che si trova improvvisamente e proprio malgrado a percepire la condizione “umana” per eccellenza: avere certezza che la cosa più importante che abbiamo, la nostra vita, deve finire.

È un enorme trauma, psichico ed emotivo, perché la coscienza della propria finitudine è un tratto fondante del nostro essere uomini e donne che abbiamo dimenticato e che addirittura rinneghiamo, molto probabilmente perché viviamo in una società che nega il dolore e la morte perché nocivi alla società della performance e dell’illusione della libertà a ogni costo.

Da qui nasce la storia di Gabriele, di un “tumorato di Dio” come tanti, ma forse diverso perché coglie nella propria condizione l’occasione per sentire il proprio presente e il proprio passato in modo nuovo, diverso e più profondo. Credo che la sua sia una storia frastornante, che si muove le pieghe di una vita che potrebbe essere quella di tutti, perché si muove tra l’amore e la morte

Ti va di raccontarci alcuni punti della trama del libro senza spoilerare nulla?

Quando Gabriele scopre che il tumore che pensava di aver sconfitto un anno prima è ancora lì, molto più forte e spietato di quanto non lo sia mai stato, il mondo che lo circonda inizia a sgretolarsi. Improvvisamente si scopre più solo che mai: dopo la morte della madre, l’Alzheimer del padre e la rottura con l’amata Johanna, Gabriele non ha nessuno a cui confidare la paura per la malattia e l’angoscia per il futuro, ma anche la rabbia e l’invidia nei confronti di chi può continuare a vivere la propria vita.

Inizia quindi a scrivere un memoir, ripercorrendo le tappe più importanti del suo vissuto, ma anche le numerose occasioni che sente di aver perso. Più scrive, più la disperazione si fa profonda. Ma è nei momenti più dolorosi che la vita ci riserva le sorprese più inaspettate.

Il protagonista del tuo libro si chiama Gabriele: qual è l’insegnamento che questo personaggio, ormai vivo tra le pagine del tuo libro, ti ha lasciato?

C’è una bellissima frase di Richard Ford tratta dal suo celebre “Tra Loro”, un memoir dedicato ai propri genitori. Credo sia piena di speranza e di energia:

“Persino nel cuore della morte c’è ancora della vita che deve essere vissuta”.

Fabio, non solo scrittore, ma anche un imprenditore culturale a Milano: c’è anche questa parte del tuo lavoro che in qualche modo è riuscita ad incastrarsi nella trama del libro?

Sì, c’è. Forse la parte più divertente della scrittura è stata quella di attribuire tratti, manie, ossessioni comportamentali che ho osservato in quasi 15 anni di attività nel music business a Gabriele, il protagonista che nel romanzo fa il Producer, ovvero un responsabile di produzione di spettacoli dal vivo.

Lasciaci con un messaggio che vuoi inviare ai tuoi lettori!

Nel caso per i vostri cuori arrivassero: godetevi i tempi di guerra, perché i tempi di pace sanno di poco o non sanno di nulla.

 

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Un post condiviso da Fabio Paolo Costanza (@fabiopaolocostanza)

Sono nato a Cesena, nel cuore della Romagna, e da sempre mi occupo di musica.

Nel 2017 ho esordito col mio primo album “Don’t Try”, che ho presentato in tour in Italia e Portogallo, inaugurando un progetto musicale solista indie-folk; su un altro fronte, mi dedico da alcuni anni alla realizzazione di colonne sonore per corti e spettacoli di teatro.

Sono laureato in musicologia al Dams di Bologna, e qui ho recentemente iniziato una collaborazione con Radio Città Fujiko, emittente storica del capoluogo.

Ho fondato il sito Now We Rise con l’intento di dare spazio agli artisti emergenti e promuovere la scena culturale e musicale contemporanea.

By |2022-05-05T15:57:04+02:00Maggio 2022|Libri|