Nel “Mondo Virtuale” di Federico Cacciatori a passo di techno

Nel “Mondo Virtuale” di Federico Cacciatori a passo di techno

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo, “Mondo Virtuale”, abbiamo fatto qualche domanda al compositore e musicista toscano Federico Cacciatori, che da tempo seguiamo con attenzione nella sua evoluzione stilistica: oggi, ci troviamo alle prese con un brano che devia verso una rotta ancor più elettronica, con chiari accenni di musica dance e techno ad infittire la proposta versatile e duttile di un artista in crescita libera.

Ciao Federico, bentornato sulle nostre colonne. Pochi mesi fa, dopo un digiuno di tempo, tornavi con “Punti Fermi” e ora, dopo appena qualche mese, pubblichi “Mondo Virtuale”. Era da tempo che pianificavi quest’uscita, o piuttosto hai scoperto una nuova “vena” che sta portandoti con grande velocità a nuovi risultati?

Ciao carissimi. Assolutamente no, non era da tempo che stavo pianificando questa nuova uscita, anzi, inizialmente avrei voluto fare uscire tutt’altra canzone, poi un giorno mentre ero in treno ho iniziato a canticchiare una melodia che col telefono ho subito registrato, sebbene non pensassi che potesse diventare una canzone. Allo stesso tempo più che una nuova  “vena” ho scoperto un nuovo “mondo”.

Noi ti conosciamo dai tempi del tuo primo EP, e oggi ascoltando “Mondo Virtuale” ci sembra che la direzione, in questi anni, sia cambiata. In cosa ti senti diverso, e in cosa invece credi di non essere cambiato affatto?

Una costante nella mia visione della musica è sorprendere, ma anche sorprendermi, quando scrivevo “Moments From Space” non mi sarei mai immaginato di arrivare a scrivere un pezzo come “Mondo Virtuale” anche se per come sono fatto mi sarei aspettato un’evoluzione. Un’altra cosa che ho sempre cercato di mantenere è quella di non andare dove tira il vento ma di crearne uno tutto mio. Mi sento, più che diverso, maturato principalmente sotto due aspetti. Il primo è un qualcosa a cui aspiravo fin dall’inizio, cioè mettere in rilievo la centralità dei synth e delle tastiere rispetto al mio strumento primario. L’altro è che in “Mondo Virtuale” sono molto meno presenti gli arpeggiatori che ho sempre utilizzato in passato.

“Mondo Virtuale” effettivamente segna un cambio di rotta piuttosto evidente nella sonorità: i sintetizzatori la fanno da padroni, e nel mood sembra che tu voglia avvicinarti più al dancefloor che al palco rock… è così?

Sicuramente mi piacerebbe avvicinarmi molto di più ad un palco in generale, non so esattamente se con la dancefloor, il rock o chissà quale altro genere, sicuramente con le mie molteplici personalità.

Il brano, arricchito da un bellissimo videoclip, sembra raccontare l’alienazione tecnologica che negli ultimi anni abbiamo vissuto con sempre più violenza. Cosa ci può salvare, secondo te, dal ridurci ad amebe digitali?

Mantenere e far mantenere i ruoli, rimanere i padroni della tecnologia e non farsi schiavizzare.

Raccontaci anche qualcosa del video: sembra che tu ti sia divertito eccome…

L’idea del video parte da quello che dicevo prima, una mia paura è proprio quella di non riuscire più a mantenere il controllo di questi potenti mezzi  elettronici, che dovrebbero aiutarci e semplificarci la vita, basta pensare a quanto effettivamente sia utile il mondo dell’internet per comunicare,  ma quando l’uso diventa abuso si perde il valore effettivo di questi mezzi.

Comunque si, mi sono divertito da morire, specialmente nel fare una cosa che di solito non faccio, o faccio male, BALLARE!

Salutiamoci, ma prima: hai programma dei live a breve? E’ ovvio che certa musica necessiti di non rimanere “virtuale”…

Per quanto riguarda i live mi sto preparando al meglio per sostenere un concerto, ho al mio fianco degli ottimi musicisti che non vedono l’ora di affiancarmi.

By |2022-05-03T11:44:05+02:00Maggio 2022|interviste, musica|