Virginia Mai e l’influenza lunare nella musica

Virginia Mai e l’influenza lunare nella musica

“Luna storta” può sembrare un modo per dire che non si è propositivi, oppure può prendere le sembianze del singolo d’esordio di Virginia Mai, artista a 360 gradi, che con il suo brano ci prepara già all’arrivo del suo ep.

Influenze nu soul, movenze pop e sfumature r ‘n b sono gli ingredienti perfetti per presentare l’artista milanese dal cuore italiano ma dalla voce internazionale. Noi di Nowerise abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lei nell’intervista che potete leggere qui!

Ciao Virginia, il 18 marzo segna la data per l’uscita del tuo singolo “Luna storta”, ti va di presentarcelo meglio?

Volentieri! L’idea armonica e melodica di Luna Storta è nata quasi tre anni fa in un pomeriggio d’ottobre in una stanza a Bethnal Green, Londra. I primi accordi li ho buttati giù subito dopo aver incontrato una persona particolare, che mi aveva lasciato un bagaglio di emozioni e sensazioni nuove e forti. Al ritorno da Londra e dopo alcune esperienze, il brano ha preso una piega diversa assumendo il significato completamente opposto di perdita, dolore, allontanamento da una persona che era stato per tempo il mio punto di riferimento.

“Luna Storta” è fuori adesso e mi piace pensare che ogni ascoltatore possa attribuirgli un significato diverso, personale e sempre nuovo.

Si rinnova, può cambiare in base al proprio mood, insomma, proprio come quando abbiamo la luna storta appunto.

Preferisci scrivere la musica dopo la stesura del testo oppure la creazione dell’una va di pari passo con la seconda?

Solitamente non ho un metodo, seguo l’intuito quasi tutte le volte e quello che sento sia la cosa giusta in quel momento. Spesso mi capita di buttare giù qualche accordo con il pianoforte e di trovare poi qualche linea interessante da ricamarci sopra; oppure il contrario, sono in macchina e canticchio qualche idea che poi mi rimane in testa e da lì cerco di creare un’armonia e l’eventuale arrangiamento. Mi piace creare e avere un’idea in testa prima e poi cercare di concretizzare il tutto. È molto stimolante e aiuta la creatività. Credo che ogni artista abbia il suo personale metodo ed è molto bello così!

Hai studiato e insegni canto a Milano, per cui possiamo affermare che la musica è davvero il tuo pane quotidiano: in quale occasione hai scoperto questa tua vocazione?

Ho iniziato a cantare in chiesa quando ero ancora piccolissima. Mi ricordo che andavo a messa la domenica insieme agli altri bambini e la parte più bella era quando iniziavamo a cantare, non ero interessata al resto, c’era solo quello in quel momento e tutto diventava magico, vero. Sicuramente questo è il ricordo più nitido che ho ed è quello che ha fatto scattare in me la consapevolezza che c’era qualcosa di più grande dietro al canto, non solo un passatempo.

Il resto poi è venuto da se; ho continuato a studiare canto, pianoforte, una volta diventata grande ho preso la laurea in canto Jazz a Milano, ho iniziato a lavorare come performer, cantante, musicista ed insegnante di canto.

Ad oggi la musica è la mia vita a quasi 360 gradi, in tutte le sue sfaccettature difficili, complicate ma bellissime e piene di soddisfazioni.

Qual è il consiglio che daresti ad un artista emergente che si immette da poco nel mondo della musica?

Sicuramente quello di seguire il proprio intuito e la propria passione senza farsi fermare da pensieri negativi o autosabotanti, che sono i nostri peggiori nemici in assoluto, soprattutto durante il processo creativo. Se hai una scintilla, qualcosa che ti fa brillare e ti fa venire voglia di alzarti la mattina, allora segui quella scintilla, perché è lì che sta la verità e il senso di tutto quello che facciamo e che siamo.

Il miglior modo per esprimersi completamente come essere umano e come artista è quello di essere completamente se stessi, senza cercare di essere qualcosa che non siamo, solo così quello che di unico e speciale che ognuno di noi ha può prendere forma, forza e concretizzarsi in qualcosa di costruttivo, speciale, bello e d’aiuto per gli altri.

Andare avanti, anche e soprattutto davanti alle difficoltà che incontriamo; sono proprio loro che ci fanno mettere in gioco e ci fanno continuare a migliorare come persone e come artisti, sempre.

Le tue influenze sono marcatamente R ‘n B miste al nu soul, quali sono secondo te tre dischi intramontabili per chi si avvicina per la prima volta a questo genere?

Credo ce ne siano davvero troppi, però vi lascio quelli che mi hanno influenzato di più, che non mi stanco tuttora di ascoltare e che sono tra i miei preferiti di sempre. Sicuramente possono iniziare a introdurci nelle vibes e nel mondo del’ R’n’B puro e più bello, con un pizzico di nu soul che non guasta. Eccoli:

Butterfly’ Mariah Carey

The Miseducation of Lauryn Hill’Lauryn Hill

 ‘Choose your Weapon’Hiatus Kaiyote

Fatemi sapere se vi sono piaciuti poi 🙂 un abbraccio!

 

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By |2021-04-14T16:57:56+02:00Aprile 2021|interviste, musica|