Manfri svela la forza delle sue fragilità

Manfri svela la forza delle sue fragilità

Manfri è il progetto solista di Manfredi Grigolo, che il 9 aprile pubblica il suo nuovo singolo “Fragile”, un brano introspettivo che ricorda le sonorità del soul e del R ‘n B. Noi di Nowerise abbiamo colto l’occasione di intervistarlo cercando di andare a scavare a fondo tra le sue debolezze che si sono rivelate il suo punto di forza.

Ciao Manfri, benvenuto! Presentati a chi ancora non ti conosce partendo dalle debolezze che però ti hanno reso più forte!

Ciao! La debolezza che mi è stata più di aiuto è l’insicurezza forse, spesso può risultare limitante, ma mi ha portato ad essere molto scrupoloso e perfezionista per quanto riguarda la mia musica, quindi in un certo senso è stata usata a mio vantaggio.

Il 9 aprile pubblichi il tuo singolo “Fragile”, ti va di raccontarcelo?

Si, “Fragile” è un singolo autobiografico sostanzialmente, tratta di avvenimenti passati, presenti e futuri, è un insieme di pensieri ed episodi che si fondono in un testo. Il titolo prende il nome dallo stato emotivo nel quale ci si trova dopo che si conclude una relazione importante con qualcuno, il sentirsi spaesati e senza un punto di riferimento.

In quante situazioni dolorose la musica è riuscita a salvarti e a donarti conforto?

Svariate volte in realtà, e quasi sempre sono riuscito a trasformare quel dolore in un testo e sono riuscito a raccontarlo attraverso un pezzo. Il periodo del primissimo lockdown non è stato affatto facile per me, la musica in qualche modo è riuscita ad estraniarmi e a farmi evadere dalle mura nelle quali ero confinato e mi ha tenuto attivo.

Hai mai pensato di scrivere la tua musica immaginandola come se fosse per un film?

In realtà no, però quando personalmente ascolto una canzone è un po’ come se vedessi un film, ovvero il classico film mentale che uno si fa quando si emoziona. Il lato uditivo è strettamente collegato a quello visivo e penso che sia impossibile non proiettarsi delle immagini quando si ascolta un pezzo. Inoltre, quando scrivo è un po’ come se rivivessi i miei trascorsi quindi in qualche modo scrivo sempre musica per il film “vita di Manfri”.

A quali artisti ti ispiri maggiormente per la creazione della tua musica?

Nell’ultimo anno ho scoperto la musica di Venerus e me ne sono innamorato perdutamente, è stato un punto fermo per la mia composizione soprattutto, mentre Julian Casablancas per le melodie.

 

 

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By |2021-04-14T16:29:22+02:00Aprile 2021|interviste, musica|