Il mio corpo vi seppellirà, la recensione

Il mio corpo vi seppellirà, la recensione

Finalmente si può dire con relativa sicurezza che il cinema italiano è cambiato. Negli ultimi anni si erano percepite alcune avvisaglie di un ritorno del cinema di genere: ormai Il Primo Re” e “Lo Chiamavano Jeeg Robot” sono stati chiamati in causa fino allo sfinimento. Tuttavia, nessuna di queste pellicole aveva accettato con completa disinvoltura la sua appartenenza al cinema di genere più puro e semplice.

“Il mio corpo vi seppellirà”, scritto e diretto da Giovanni La Pàrola, racconta di una donna che si unisce ad una gang di brigantesse sullo sfondo di in un Regno delle Due Sicilie alla vigilia dello sbarco dei Mille.

Una storia di vendetta tanto estrema, piena di violenza caricaturale, sparatorie iper-estetizzate e villain grotteschi sembra uscita dal cinema statunitense di serie B, non certo da una macchina produttiva italiana. La differenza rispetto a tutti gli altri tentativi nostrani è proprio la sicurezza con cui viene messo in scena questo cinema che non ci appartiene. Due capolavori come “Lo Chiamavano Jeeg Robot” e “Il Primo Re” (tocca citarli un’altra volta) utilizzavano il genere come mezzo per raccontare e suggerire altro, e certo era necessario che due apripista di questo livello si facessero strada in sala prima di poter assistere ad un vero e proprio western risorgimentale perfettamente calato nel contesto italiano. “Il mio corpo vi seppellirà” racconta esattamente quello che mette in scena: il livello di lettura femminista non viene mai nascosto dietro qualche metafora o simbolo, anzi viene evidenziato con determinazione.

Il risultato non è certo un film vuoto e privo di cose da dire, anzi: è schietto, divertente, pieno di ritmo e compie scelte molto interessanti sui propri personaggi. Se alcuni rimangono relegati alla macchietta (da un lato il villain di Guido Caprino si presta e non necessita di più, dall’altro la Ciccilla interpretata da Rita Abela manca di spessore), altri vibrano di caratterizzazione e profondità: uno su tutti il Murat di Giovanni Calcagno, davvero entusiasmante nel ruolo.

Tavolta viene da chiedersi se in alcuni casi non sarebbe stato meglio mirare più in basso sulla spettacolarità sapendo che il livello degli effetti speciali era piuttosto scarso, ma la risposta è chiaramente una sola. No, è giusto così: “Il mio corpo vi seppellirà” è puro cinema di exploatation, quello tanto caro a Quentin Tarantino, e non si vergogna delle sue radici di serie B.

C’è solo da sperare che l’uscita in sordina sui siti di streaming, dovuta chiaramente al periodo drammatico che stiamo vivendo, non ne affossi troppo i risultati e che il grande pubblico si accorga dei suoi grandi meriti.

Francesco Ramilli

Francesco Ramilli nasce nel 1995 a Cesena. Dopo gli studi al Liceo Classico frequenta il corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Dal 2012 al 2018 fa parte del collettivo FRàC grazie al quale pubblica diversi lavori autoprodotti e dal 2015 collabora con il festival Cesena Comics & Stories. Da sempre divora fumetti, libri, film e serie tv. Da grande vuole imparare a scrivere le bio.

By |2021-04-13T20:58:31+02:00Aprile 2021|cinema, recensioni|