“Surf” è la metafora della bellezza secondo Francesco Luz

“Surf” è la metafora della bellezza secondo Francesco Luz

Il desiderio è un’onda su cui ai nostri cuori impavidi piace fare surf. “Surf” come il titolo del singolo di Francesco Luz, uscito il 13 novembre scorso, in maniera del tutto autoprodotta.

L’eclettismo dell’autore diventa il suo marchio, il suo elemento di riconoscibilità. Dopo aver pubblicato testi in inglese, stavolta si presenta al mondo dell’indie del “Bel Paese” con un brano in italiano, che però vede la collaborazione su più livelli per la complessività del pezzo. Francesco Luz arrangia, compone, scrive prevalentemente la parte musicale che ben si compenetra ai testi, scritti invece da Luigi Abramo, per poi ancora diventare materiale filmico per il regista Ari Takahashi, che ha fin ora curato la maggior parte dei video dell’artista romano, ricevendo anche vari riconoscimenti internazionali.

Una ballad che segue una climax ascendente: la situazione di calma iniziale, viene fatto salire grazie anche al crescendo della chitarra, che da mero sottofondo passa a strumento protagonista, per poi esplodere nel finale. Un’allegoria questa che cerca di rappresentare l’andamento delle onde appunto, che da uno stato di stallo iniziale, si agitano, raggiungono un picco spaventoso, e infine, dopo la risacca, si rifrangono sulla riva.

 

L’intenzione dell’autore era proprio quella di concentrarsi su una metafora: nel surf, così come nella vita amorosa, si arriva ad un certo punto in cui, il moto pauroso delle onde, non mette più paura, anzi, in quel vortice (emotivo) si trova proprio il momento di sublimazione e godimento. Ed è proprio in questa ebrezza estatica che l’ascoltatore può ritrovare il suo momento di equilibrio interiore.

Il tutto è poi accompagnato dall’ideazione video di Takahashi che è riuscito a ricreare visivamente il concetto metaforico che è alla base del brano: nella sovrapposizione delle clip, il realistico si fonde e si mescola alla visione delle onde in tempesta. E così, in questi biunivoco rapporto, le immagini riescono a colpire (e affondare) il cuore e la mente di chi si abbandona completamente al brano.

 

By |2021-01-14T11:58:43+01:00Gennaio 2021|musica, recensioni|