I Grace N Kaos ci raccontano il loro ultimo singolo “Blu Cobalto”

I Grace N Kaos ci raccontano il loro ultimo singolo “Blu Cobalto”

I Grace N Kaos non si sono fatti fermare dalle difficoltà del 2020: negli ultimi 12 mesi hanno pubblicato una lunga serie di singoli e un libro interamente scritto da loro. Del resto, nel 2019 vincevano il Premio Voci per La Libertà di Amensty International e suonavano al Concerto del Primo Maggio.

Li abbiamo incontrato per parlare del nuovo singolo “Blu cobalto” e dei prossimi progetti.

Ciao ragazzi, domanda rompighiaccio: tre aggettivi per descrivere la vostra musica?

Ibrida, Impegnata, Caotica. Questi i tre aggettivi che pensiamo si avvicinino di più al nostro progetto.

Ascoltandovi possiamo dire che con un sound a metà strada tra rock e pop, con sfumature elettroniche e testi quasi sempre legati a temi sociali e di attualità, siete una band impegnata, a volte di denuncia e di protesta, ma senza perdere in orecchiabilità e “radiofonicità”.  Ci abbiamo preso?

Perfettamente. O meglio questo è il nostro intento. Vorremmo riuscire a portare un messaggio senza perdere la leggerezza che la musica può dare. E’ questa una strada obbligata perchè oggi, per come scorre frenetica e complessa la vita e per come viene fruita la musica nel 2021, nessuno ha voglia di ascoltare musica impegnata. Molto meglio una canzone Easy che strizzi l’occhio al primo ascolto disinteressato. Dobbiamo così ‘ingannare’ l’ascoltatore per arrivare al lui ma mi spiego meglio.

Si va tutti di corsa per i mille impegni quotidiani che ognuno ha ed in questo contesto la musica ha perso la parte culturale a favore di un utilizzo molto Consumer. Le canzoni (in generale) sono diventate un sottofondo ed un contorno, molto distanti da quando erano un inno generazionale od intellettuale. Crediamo che il pubblico contemporaneo non avrebbe tempo e voglia di capire un testo di De Andrè o di altri grandi autori che proponevano una complessità stilistica e testuale per esprimere al meglio un concetto.

Ovviamente noi non ci paragoniamo minimamente ad autori di quel calibro però dobbiamo tenere conto di questa situazione.

Questo il motivo per cui negli anni ci siamo ‘ammorbiditi’ verso sonorità pop/rock. Per portare un messaggio abbiamo necessità di inserirlo in un contesto leggero se vogliamo che venga ascoltato oggi.

“Blu cobalto”, il vostro nuovo singolo, dimostra questa tesi. Nel brano vi concentrate sul tema dell’inquinamento globale. Pensate che la canzone possa essere un buon inno per il movimento generato da Greta Thunberg?

Sarebbe veramente stupendo e si, crediamo che potrebbe rappresentare un movimento a favore dell’ambiente. Va detto che noi non siamo ecologisti in prima linea ma comunque cerchiamo di prestare sempre più attenzione per avere un comportamento rispettoso. BLU COBALTO è il nostro ringraziamento ed incoraggiamento a perpetrare la causa verso quei giovani che stanno lottando per migliorare il pianeta. 

Continuamente si sente dire che i giovani d’oggi non hanno ideali o scopi ma quando li hanno, come in questo caso, vengono screditati perchè bisogna salvaguardare gli interessi economici. Le strofe di BLU COBALTO parlano proprio di questo atteggiamento della classe politica-imprenditoriale scorretto ed arrogante. Dovremmo essere grati a questi giovani che ci ricordano che il pianeta non è una discarica ed il PROTOCOLLO DI KYOTO è stato stabilito e firmato proprio da quei governi che oggi sono in estremo ritardo nell’attuare le procedure stabilite per ridurre l’inquinamento atmosferico. Scusate lo sfogo ma per essere chiari il problema non dovrebbe essere cosa dice la Thunberg quanto piuttosto la mancanza di responsabilità delle politica mondiale.

In “Blu cobalto” citate anche Donald Trump. Cosa pensate di quello che sta succedendo proprio in questi giorni negli Stati Uniti? Trump proprio non vuole mollare il suo posto alla Casa Bianca.

Non vogliamo cadere nella retorica ma pensiamo che sia un esempio lampante di quanto la brama di potere, legata a doppio filo con gli interessi economici a livelli alti, prenda il sopravvento sull’etica comportamentale.

Stiamo vivendo nuovamente il medioevo. Sì ora siamo tutti digitalizzati e benestanti ma culturalmente stiamo regredendo. 

Non abbiamo le competenze per giudicare ed esprimere somme opinioni ma se restiamo nel nostro ambito musicale possiamo notare come il riconoscimento qualitativo sia stato soppiantato dai numeri, esclusivamente dai numeri.

Sono sempre meno gli investimenti nella musica vista come proseguo di una cultura popolare da preservare a favore del numero di streams su Spotify.

Noi ci muoviamo in ambito Pop quindi non stiamo celebrando le opere dei Grace ma notiamo come tutte quelle sottoculture di generi musicali ‘impegnati’ e ‘culturali’ non abbiano il benché minimo spazio.

Per concludere: cosa sta facendo Trump? Politica per garantire un futuro migliore agli Stati Uniti oppure sta cercando solamente i numeri per riappropriarsi di quella gestione di numeri che genereranno altri numeri?

Si è appena concluso l’anno più difficile che la nostra generazione abbia mai vissuto. Nonostante questo, voi siete stati iper attivi, pubblicando una lunga serie di singoli e anche un libro. Ci sembrate un esempio positivo di come si possa continuare a “fare” nonostante le difficoltà. Come ci siete riusciti?

Abbiamo voglia di fare la miglior musica possibile. Non siamo nessuno e ne siamo consapevoli ma abbiamo voglia di crescere e migliorarci. Soprattutto quando sei piccolo hai bisogno di essere sempre presente, hai bisogno di guadagnarti un ascoltatore alla volta. Noi non siamo mai stati dei grandi strateghi e manteniamo ancora l’entusiasmo di far ascoltare una canzone nuova per ricevere feedback, anche quando sappiamo non essere perfetta. 

Quest’anno se analizziamo solo i numeri che ci riguardano sono stati disastrosi. Entrate 0 / Live 2 causa Covid / uscite alte per le registrazioni e la promozione di molti singoli che hanno prodotto streaming irrisori. Se guardiamo i numeri siamo un’azienda in bancarotta e dovremmo sciogliere il gruppo ora.

Se invece guardiamo il complesso possiamo dirti di aver compreso molte cose da migliorare, di aver guadagnato un anno dove abbiamo potuto sperimentare molto per essere più efficaci nei lavori futuri, abbiamo avuto la possibilità di restare vicini e coinvolti in una passione positiva, non abbiamo avuto un solo giorno di ansia dovuta al Lockdown perchè siamo sommersi da progetti nuovi da portare a termine ed abbiamo capito proprio quest’anno che siamo una band, non solo sulla carta ma anche nella vita di tutti i giorni.

Il nostro libro ‘Essenziale’ parla anche di questo ed è stato un modo per regalarci una fotografia dei 10 anni dei Grace.

Ultima domanda: nel 2021 appena iniziato continuerete a produrre musica o vi prenderete una pausa?

Nel 2021 faremo uscire l’Album che è già pronto e raccoglierà tutti i singoli 2020 più 3 canzoni inedite dopodiché lavoreremo su quello che sarà il prossimo Disco. Sarà un lavoro molto lungo e complesso che ci terrà impegnati per almeno un paio d’anni perchè vorremmo riuscire a fare qualcosa di spettacolare, atipico ed intrigante. Sarà il nostro terzo Album quindi vogliamo lasciare il segno creando una musica di cui essere veramente fieri.

Grazie Now We Rise per il tempo e lo spazio che ci avete dato.

A presto!

By |2021-01-08T17:31:26+01:00Gennaio 2021|interviste, musica|