“Da ascoltare preferibilmente ad occhi chiusi”: tutti i consigli di Avarello sulla sua musica e sull’importanza della lentezza

“Da ascoltare preferibilmente ad occhi chiusi”: tutti i consigli di Avarello sulla sua musica e sull’importanza della lentezza

 

Avarello è un nome che noi di NWR seguiamo con molta attenzione sin dal suo esordio, e oggi – al ritorno sulle scene con il suo “Preferirei rallentare” per Revubs Dischi – non potevamo esimerci dal fargli qualche domanda sul suo progetto.

Avarello, ben tornato sulla scena. Cominciamo dandoti la massima libertà: fatti una domanda e datti una risposta. Che non ti piace.

Troverai una risposta originale e spiritosa da giovane a questa domanda alquanto insolita, perché anche loro non sanno evidentemente cos’altro chiedere? No.

Ci racconti, fin qui, come sta andando la tua quarantena? Esordire in piena pande- mia – come hai fatto tu – dev’essere stata una scommessa rischiosa.

Se il vostro contesto pandemico asociale globale dura da soli dieci mesi, il mio dura da almeno il doppio, sono un’altalena di umori. E’ una scommessa rischiosa, dici? Di certo avrei avuto la possibilità di fare qualche concerto e si sa che in live si crea tutt’altra intesa con il pubblico, con i social non ho proprio un bel rapporto.

Regalaci una fotografia, quella che vuoi, utile ad accompagnare l’ascolto di “Preferirei rallentare”, il tuo secondo singolo per Revubs Dischi.

Da ascoltare preferibilmente ad occhi chiusi, dopo una giornata stressante aiuta, come un buono vino o una cannetta. O magari, durante una passeggiata per le vie del centro, magari ad occhi aperti per non farvi investire da qualcuno. E nel periodo natalizio, secondo me ci può stare.

Come nasce il brano? Sei anche tu, come Sepulveda, un grande sostenitore della “lentezza”?

Amo fare le cose con calma, mi viene in mente Enzo Del Re con “Lavorare con lentezza”. Il brano nasce da un periodo di totale confusione: ero alla ricerca del mio posto, il mondo che andava avanti a suon di kilometri ed io che mi perdevo (e continuo a farlo) nel capire e dare forma a quello che provo e sento. Correre e concorrere sempre fino a rimanere senza fiato, e perdere ogni significato. Sentivo il bisogno di decelerare per vedere meglio le cose.

Nella liquidità di oggi, poche cose sembrano salvarsi dal processo di continua trasformazione. Quali sono le cose che non cambiano, per Avarello?

Non cambierà la mia voglia di far serata, il mio essere sensibile. Sto accettando che a prescindere dal contesto avrò sempre i miei momenti down, sarà sempre difficile vivere di musica e non cambierà il mio rapporto maledetto e benefico che ho con la musica e con la vita.

Classica delle chiusure attraverso la più insolita delle chiose: convinci il tuo peggior detrattore (pensa alla persona più lontana possibile dalla tua musica) ad ascoltare “Preferirei rallentare”.

Sarei molto sincero e umile… tipo: ascolta il mio brano perché non troverai niente di meglio!

By |2020-12-20T00:44:38+01:00Dicembre 2020|interviste, musica|