L’identikit di Murdaca

L’identikit di Murdaca

Ricorderete che di Murdaca, giovane cantautore scuola Revubs Dischi, avevamo già parlato e molto bene: il suo esordio ci ha colpiti a tal punto da non poter esimerci dal rivolgere al ragazzo qualche domanda. Il risultato del nostro incontro, è tutto qui nelle parole che seguono.

Allora, Murdaca: da dove vieni, dove sei oggi e sopratutto dov’è diretta la tua musica, che oggi esordisce con “Identikit”.

Geograficamente vengo dalla periferia di Milano e attualmente sono in isolamento in una mansarda. Musicalmente vengo dal rock, ma vivendo di influenze e contaminazioni, la mia direzione musicale continua a modificarsi. Non riesco mai ad identificarmi in qualcosa. Posso dire che in questo momento l’intenzione è quella di fondere sonorità d’oltreoceano, sintetizzatori ed atmosfere rarefatte con la musica italiana.

Qual’è il primo ricordo che hai di te e la musica? Com’è nato l’amore? Insomma, apriamo l’album dei ricordi, mostraci qualche fotografia!

Mio padre mi portò ad un concerto e rimasi completamente folgorato dal chitarrista… pochi giorni dopo mi comprarono una chitarra e da quel momento la musica non mi ha più abbandonato (non al contrario) mi piace vederla come una maledizione.

E invece, la fotografia più imbarazzante (quella che proprio non fai vedere a nessuno)? Insomma, una “epic fail on stage”, di quelle che ancora oggi ti fanno arrossire (e anche un po’ sorridere) al ricordo. 

Erano le 10.30, inizio concerto, locale pieno. Il batterista da il 4 ed io parto a suonare una canzone diversa da quella che il resto della band stava suonando… avevo sbagliato a scrivere la scaletta della serata. Fu un momento agghiacciante.

“Identikit” sembra raccontare una guerra dolcissima, tutta in salsa lo-fi, certo, ma con l’attenzione del pop. Raccontaci qualche aneddoto sul brano, e se ti va anche sul tuo rapporto con Revubs Dischi, label sempre più lanciata sul mercato emergente.

Stavano sistemando la strada sotto casa, hanno costruito uno di quei dossi dalle dimensioni sproporzionate. Una sera tornando a casa in macchina, non essendo ancora segnalato, l’ho preso in pieno a 50km/h. Ho letteralmente preso il volo…da li “prendiamo il volo ma con un dosso”. I ragazzi di Revubs Dischi, hanno salvato la vita a questo brano, io lo avevo scartato… Che dire su di loro, ci mettono l’anima in questo lavoro, e lo stanno dimostrando chiaramente.

E il ricordo, invece? Quanto può essere pericolosa la nostalgia del passato?

Molto pericolosa, la nostalgia del passato a volte mi pietrifica. Per quanto mi riguarda ho sempre fatto grandi rinunce per inseguire la musica e spesso mi chiedo se ha avuto senso oppure ho solamente perso il meglio dell’adolescenza.

Regalaci una profezia: cosa c’è nel futuro di Murdaca.

Vedo vedo vedo… solamente musica, sintetizzatori con suoni eterei, chitarre con il delay e voci distorte. Non saprei e non vorrei immaginare altro nel mio futuro.

Salutaci regalandoci un segreto che non hai mai svelato a nessuno!

Mi mette ansia fare i parcheggi a S (sia a destra che a sinistra)

By |2020-12-05T09:41:46+01:00Dicembre 2020|interviste, musica|