Al limite tra il vintage e il futurismo: l’intervista a wLOG

Al limite tra il vintage e il futurismo: l’intervista a wLOG

Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare wLOG, artista e poeta urbano da Milano. Da poco è uscito il suo ultimo singolo “I canini di Vlad”, storia distopica al confine tra il gotico e il romantico.

Vi mettiamo qui l’intervista:

Partiamo dalla tua ultima uscita “I canini di Vlad”, brano che vuole rappresentare i due volti di Milano, nello specifico quello più dark e l’altro più romantico, se vogliamo. Quanto ti lasci ispirare dai luoghi che vivi per la tua musica?

Ciao! Diciamo che viaggio molto. Ultimamente solo con la mente. In questo caso Milano era l’ambientazione della visione. Anche nel prossimo pezzo Milano sarà il luogo di ambientazione. Diciamo che dipende dallo stato emotivo. I luoghi certamente mi condizionano. Anche in modo indiretto. La mia montagna, ad esempio, mi permette di andare lontano con la testa e con il cuore.

Vlad, meglio noto come Dracula, diventa protagonista del tuo ultimo singolo. Nonostante sia un personaggio conosciuto per la sua reputazione piuttosto violenta e sanguinaria, in che modo riesci ad esaltarne le caratteristiche più “principesche” e romantiche?

Vlad perse per errore la propria amata che si tolse la vita mentre lui combatteva. Un personaggio che dietro la sua durezza nasconde un animo eternamente romantico e fragile.

Anche la copertina racchiude un mood cupo, gotico che definirei “cyberpunk”. Quanto ti ritrovi in questa definizione, specialmente in ambito musicale?

Mi piace Cyberpunk! Credo che proseguiremo su una certa strada tra vintage e futurismo. Sono molto ispirato, sto lavorando tanto e spero di farvi sentire cose sempre più emozionali.

I tuoi brani sono molto eclettici, uniscono elettronica, pop, prog, punk. Chi stai ascoltando ultimamente che ti sta ispirando maggiormente?

In sincerità nessuno. Nel senso che sto scrivendo un pezzo dietro l’altro per dare continuità al progetto e per avere più materiale su cui lavorare. Voglio tenere la mente libera per fare fluire l’ispirazione. Non voglio sonorità esterne. Mi bastano i suoni della natura che mi circonda. Vivo in montagna ed è il luogo ideale per scrivere

Hai in mente qualche altra nuova storia, magari distopica, legata alla situazione del lockdown (dei rapporti)?

Bellissima domanda!! Si! Tra pochi giorni esco con un brano  cinico, duro e senza mezzi termini. Una storia urbana direi assolutamente distopica nel finale e nella sua evoluzione.

 

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By |2020-12-03T15:35:59+01:00Dicembre 2020|interviste, musica|