Intervista a Wako

Intervista a Wako

Un amore grigio. Cupo. Un incontro con se stessi ed un’immersione totale nelle proprie paure e fragilità con il solo scopo di risorgere. È questo il leitmotiv di “Malammore”, il nuovo singolo di Wako uscito il 28 Ottobre per OSA Lab. Un singolo riflessivo ed intimo, che l’artista racconta così: “Il brano nasce da una serata di festa e spensieratezza, nonostante questo momento di distanza sociale forzata dettata da questa pandemia. Ogni tanto mi sento un po’ perso e in ‘Malammore’ ne parlo in maniera molto diretta. È un brano molto riflessivo che per me rappresenta una rivalsa”. Determinante, anche la scelta del lessico all’interno della canzone: “Ho aggiunto la lingua napoletana perché mi rappresentante al 100%, è la vera parte di me. Il pezzo è stato scritto questa estate, a casa mia e non a Milano. Mi piace scrivere in Campania, immerso nel mio spazio e nel mio ambiente”. Per saperne di più, abbiamo deciso di fare due chiacchiere con l’artista.
WAKO, raccontaci da cosa sei partito per scrivere e comporre Malammore, il tuo ultimo singolo.
È nato da un beat che mi ha mandato Andrea Privitera (whoisu). Una sera dopo una festa ho iniziato a riflettere sulle persone che mi circondavano e ho pensato tanto. Tornato a casa ho praticamente scritto di getto, come se dovessi liberarmi di un peso. Nel brano racconto di quanto mi prendo bene  delle persone sbagliate e di come mi sento.
Che tipo di artista sei?
In realtà non mi piace definirmi “artista”, faccio semplicemente quello che mi sento. Non so dare un’etichetta alla musica, tantomeno un genere.
Quanto conta la produzione all’interno dei tuoi brani? 
La produzione è una parte fondamentale del brano, infatti di solito parto da una pre-produzione che faccio io o un type beat per dare già un’idea di mood al pezzo e successivamente scelgo il produttore a cui affidare la produzione del brano.
Se dovessi scegliere playlist o album, cosa sceglieresti?
Preferisco playlist, non sono molto tipo da album. Sono più fan delle canzoni che dell’artista in se.
Progetti futuri? 
Sto scrivendo molto in questo periodo, sono molto ispirato dalle circostanze e da quello che sto vivendo. Sicuramente farò uscire dei singoli con più frequenza e, chissà, magari anche un feat.
Manuel Apice

Manuel Apice è la somma delle sue domande senza risposta; ci convive bene tranne quando dimentica il suo nome. È laureato in Musica al DAMS di Bologna, fa il cantautore ed è il vincitore del Premio Fabrizio De André 2018. È sopratutto però un inguaribile narciso, con evidenti problemi di gestione nel controllare l’autoreferenziale abitudine a parlare di sé in terza persona.

By |2020-11-10T20:01:55+00:00Novembre 2020|musica|