“Eclissi e albedo”: l’equilibrio tra gli opposti di Millepiani.

“Eclissi e albedo”: l’equilibrio tra gli opposti di Millepiani.

Dalla teologia all’astronomia, dalla geometria alla filosofia, per non dimenticarci della letteratura e della musica. Non stiamo parlando della Divina Commedia, ma di Eclissi e albedo, l’album di Millepiani, cantautore carrarese, che inaugura in questo modo il suo percorso da solista.

Testi elencativi che uniscono nella lista del sapere infinito il buio dell’eclissi e la luce dell’albedo, appunto. Una serie di Fibonacci che va a tracciare i contorni di quella sezione aurea, che ci permette di apprezzare l’album, ogni volta in modo diverso e approfondito. Millepiani fa il solletico alla nostra curiosità, presentandoci, al convivio della conoscenza, un disco enciclopedico che non teme l’intertestualità.

In un butterfly effect della durata di otto brani, si parte con un riferimento alla geometria della luce, in Eclissi e albedo (che dà anche il titolo all’album), per poi giungere a riveder le stelle con La coda di Iperione. Il viaggio onirico è tenuto in uno stato di semicoscienza grazie alle sonorità elettropop dei sintetizzatori che aprono, traccia dopo traccia, dei varchi spazio-temporali tra noi e l’autore. Il tempo si amplia e si restringe come un racconto proustiano in Temporeale, per poi ricordarci che siamo impalpabili e immaterici come i sogni (strizzando l’occhio alla metafora Shakespeariana) in L’antimateria dei sogni. Un inno alla vita invece sono Iperione e Luce, che, come si può intuire dai titoli, sono il canto del poeta, che stavolta non trae ispirazione lirica rivolgendosi alla Luna, bensì al cerchio solare, che “si muove al di sopra” delle nostre teste durante il giorno, e che, dunque, ci permette di “essere”.

Nasce prima il pensiero o prima la parola? Le cose diventano cose solo dopo che le abbiamo dato un nome? Millepiani ci pone, a nervi scoperti, alcune delle domande a cui l’Umanità ancora non ha saputo dare risposta; mettendo a nudo le sue fragilità di uomo che, come tutti, non fa altro che ricercare, alla fine di una lunga catabasi negli abissi del proprio sè, un luogo sicuro e calmo, magari un prato riempito dal frinire dei grilli, in cui poter guardare le stelle.

Ascolta Eclissi e Albedo su Spotify

 

Sono nato a Cesena, nel cuore della Romagna, e da sempre mi occupo di musica.

Nel 2017 ho esordito col mio primo album “Don’t Try”, che ho presentato in tour in Italia e Portogallo, inaugurando un progetto musicale solista indie-folk; su un altro fronte, mi dedico da alcuni anni alla realizzazione di colonne sonore per corti e spettacoli di teatro.

Sono laureato in musicologia al Dams di Bologna, e qui ho recentemente iniziato una collaborazione con Radio Città Fujiko, emittente storica del capoluogo.

Ho fondato il sito Now We Rise con l’intento di dare spazio agli artisti emergenti e promuovere la scena culturale e musicale contemporanea.

By |2020-11-17T18:54:33+00:00Ottobre 2020|musica, recensioni|