Il Ladro e il Ciabattino: storia di un capolavoro ritrovato | Intervista a Enrico Gamba

Il Ladro e il Ciabattino: storia di un capolavoro ritrovato | Intervista a Enrico Gamba

Il primo settembre, a sorpresa, è approdato su YouTube il trailer italiano de “Il Ladro e il Ciabattino”, annunciando la data di uscita del film. In pochi speravano ancora di assistere ad una distribuzione italiana del capolavoro di Richard Williams, ma grazie ad Enrico Gamba (151eg) l’attesa è stata ripagata. Il film è ora disponibile gratuitamente sul suo canale.

Enrico, molto gentilmente, ha risposto alle nostre domande.

Ci racconti la produzione travagliata de “Il Ladro e il Ciabattino”?

Tutto ha inizio con Richard Williams, bambino canadese che, alle prime proiezioni, vide al cinema “Biancaneve e i sette nani” di Walt Disney. Da allora si mise in testa che voleva fare l’animatore e ci riuscì. Da adulto fondò una vera e propria casa di produzione che si guadagnò il premio Oscar per “Il canto di Natale” del 1971 e che realizzò le magnifiche sequenze animate de “La Pantera Rosa” in diversi lungometraggi. Il sogno di Williams, però, era realizzare un film d’animazione che si sarebbe poi rivelato essere “Il Ladro e il Ciabattino”. Bussò a diverse porte di Hollywood e ricevette solo rifiuti a causa della natura stessa del film realizzato con 24 intercalari (il doppio di quelli che la Disney usava nelle migliori animazioni) e la cui storia raccontava di una giovane principessa non caucasica e indipendente in un regno minacciato da un temibile esercito. Il film conteneva numerose battute per soli adulti e aveva una natura artistica poco vendibile, e così, nonostante fosse un progetto visionario, Richard Williams lavorò al suo film pagando di tasca propria man mano che recuperava i fondi necessari per una scena o due.

La realizzazione del film iniziò nel 1963 entrando nel Guinness dei primati per il film dalla realizzazione più lunga. Negli anni ’80 ancora non era stato completato, ma aveva attirato l’attenzione di numerose figure di Hollywood tra cui Gary Kurtz (produttore di Star Wars) e Steven Spielberg (che non necessita di presentazioni). In particolare Spielberg propose a Williams di partecipare al film “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” di cui Richard Williams diresse l’animazione e gli effetti visivi vincendo due premi Oscar.

In cambio di questo favore, Spielberg assicurò che il film “Il Ladro e il Ciabattino” sarebbe stato completato, ma dal 1988 al 1992 Disney e Warner Bros si rimbalzarono il progetto pretendendo ritmi lavorativi estremi con salari minimi. Molti degli animatori che lavorarono a “Il Ladro e il Ciabattino” si spostarono a “Aladdin” della Disney e portarono con sé diverse idee tra cui i personaggi di Jafar, Yasmin e il Sultano che arrivavano proprio da Richard Williams. La Warner, con l’uscita di Aladdin, decise di licenziare Richard Williams.

Per completare il progetto, si decisero di apportare gravi tagli e censure per poi pubblicare il tutto in Nord America per conto di Miramax (ai tempi, una filiale della Disney). Vennero tagliati 40 minuti di film, vennero inserite quattro canzoni in stile Disney, vennero animate alcune scene in Taiwan a basso prezzo, vennero censurate tutte le scene violente o sessualmente esplicite e, infine, vennero modificati i personaggi principali. Il Ladro e il Ciabattino di cui parla il titolo, pensati per essere due personaggi di poche parole, divennero estremamente prolissi e chiassosi parlando per tutto il film usando il pensiero. Il film fu un disastro commerciale, ma non venne comunque restituito a Richard Williams. Dopo diversi anni e diverse riprese del progetto, solo nel 2013 Garrett Gilchrist, col sostegno di coloro che lavorarono al film ai tempi, recupererò tutto ciò che era stato fatto e riunì ogni scena come Richard Williams l’aveva immaginata. Solo oggi, finalmente, il film arriva in italiano nella versione più completa disponibile (mancano solo 15 minuti di animazione che non è colorata o del tutto conclusa). Lo scorso anno, purtroppo, Richard Williams è venuto a mancare lasciando ben 2 dei suoi film incompleti per sempre.

Come hai conosciuto Richard Williams e il suo lavoro?

Studiando animazione è impossibile non conoscerlo, ha teorizzato tutte le basi usate tutt’oggi, ma la scoperta del suo progetto è legata a una ragazza che mi segue su Youtube che me lo ha consigliato.

Si può dire che la tua edizione italiana del capolavoro di Williams sia per il momento un caso unico (e, speriamo, rivoluzionario). Come ti è venuta l’idea di lanciarlo su YouTube?

Sentivo il forte bisogno di fare qualcosa per questo film. Mi sono buttato nel chiedere a Garrett Gilchrist nonostante non potessi assicurare una vera distribuzione, ma effettivamente ha funzionato con Youtube dove il film non è monetizzato ed è disponibile per tutti. Penso sia più rispettoso per Williams. Spero sia l’inizio di una nuova strada per la piattaforma.

Come hai assemblato il cast di doppiatori? Ti sei occupato tu dell’adattamento?

Per l’adattamento ho fatto tutto io, così anche la scelta del cast. Per ogni personaggio c’è una storia diversa, ovviamente ho cercato voci simili alle originali e doppiatori disponibili e capaci di interpretare il ruolo.

Ti imbarcheresti di nuovo in un progetto di questo tipo? Hai qualche idea per il futuro?

Ovviamente! Il mondo è pieno di film che nessuno doppierebbe, ed è qui che arrivo io.

Risale all’anno scorso il grande successo di Klaus per Netflix, candidato ad un Oscar. Proprio pochi giorni fa Don Bluth ha annunciato la nascita del suo nuovo studio di animazione per i progetti in animazione tradizionale. Cosa pensi di questo ritorno dell’animazione disegnata a mano? Si tratta di una vera e propria rinascita o è ancora presto per dirlo?

Con l’avvento di numerosi autori come Tomm Moore, Pendleton Ward, Rebecca Sugar, i nuovi corti Looney Tunes, il ritorno di Glen Keane con Over The Moon e quello di Animaniacs a novembre sono sempre più convinto che ci dobbiamo aspettare qualcosa. Viviamo in un’epoca molto nostalgica e densa di sequel e remake, se è bastato pubblicare un “nuovo” film animato a mano (Il Ladro e il Ciabattino) per finire in cima alle tendenze, allora un vero e proprio ritorno all’animazione cellulare potrebbe fare il botto. Spero fortemente che questo amore per il passato si tramuti in un rinascimento dell’animazione che, per ora, è davvero proficua. Molti dei film record di incassi sono, stranamente, animati. I presupposti ci sono, le idee non mancano, vedere anche solo “Il ritorno di Mary Poppins” mi ha convinto che i grandi siano pronti per fare un passo in questa direzione, speriamo di veder fiorire finalmente questa tecnica. Non vedo l’ora di vedere qualcosa di nuovo di James Baxter o di scoprire quali nuove possibilità abbia portato l’avanzamento della CGI! Speriamo per il meglio!

 

Francesco Ramilli

Francesco Ramilli nasce nel 1995 a Cesena. Dopo gli studi al Liceo Classico frequenta il corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Dal 2012 al 2018 fa parte del collettivo FRàC grazie al quale pubblica diversi lavori autoprodotti e dal 2015 collabora con il festival Cesena Comics & Stories. Da sempre divora fumetti, libri, film e serie tv. Da grande vuole imparare a scrivere le bio.

By |2020-09-22T15:08:17+00:00Settembre 2020|cinema, interviste|