#NowRewind, 1. Sibylle Baier e quella cassetta ritrovata

#NowRewind, 1. Sibylle Baier e quella cassetta ritrovata

#Nowrewind, la rubrica che valorizza gli artisti emersi… con qualche anno di ritardo.

Cosa lega il leader dei Dinosaur Jr. J. Mascis, una cassetta musicale di una casalinga tedesca e il regista pluripremiato Wim Wenders? La risposta, e il titolo sicuramente può avervelo  spoilerato, si cela dietro il nome di Sibylle Baier, aspirante modella, attrice, cantautrice e, infine, semplicemente mamma. Questa è la storia di una carriera altalenante quanto soprendente.

Sibylle Baier non nasce a New Orleans, né in qualche landa sperduta del Regno Unito, come qualche vecchio cliché avrebbe potuto suggerire; nasce a Strasburgo, in Germania, nel 1955. Vive un’infanzia tranquilla e un’adolescenza turbolenta (come tutte le adolescenze che si rispettino). Dopo un viaggio in Europa con amici, si appassiona alla musica e comincia a dedicarvisi attivamente. Scrive Remember the Day”, il primo di una serie di brani acustici. Durante gli anni Settanta, a Stoccarda entra a contatto con una cerchia di giovani artisti, musicisti, registi tedeschi, tra i quali l’allora sconosciuto Wim Wenders.

In questi anni, spinta da una forte ispirazione, compone e registra su bobina 14 brani di breve durata: il risultato è un piccolo EP intitolato Colour Green. Uno dei brani viene successivamente inserito in Alice in the Cities, uno dei primi film di Wenders (in cui la stessa Baier ha un ruolo come comparsa).

Sibylle Baier canta in Alice in the Cities (1974)

L’EP non viene distribuito e rimane in cassetta. Sibylle non intraprende quindi la carriera di cantautrice: si trasferisce poco dopo negli Stati Uniti, mette su famiglia e conduce una vita regolare e appartata.

Fine.

Anzi no.

Trent’anni dopo…

Anno 2006. Robby Baier, figlio di Sibylle, scopre, nascosto in qualche cassetto di casa, Colour Green. Alquanto sorpreso dal talento di sua madre, Robby decide di stampare una ventina di copie da inviare ad amici e parenti. Invia una di queste cassette a Joseph Mascis, leader dello storico gruppo Dinosaur Jr., nonché amico di famiglia.  Quest’ultimo invia il materiale ad una piccola etichetta, la Orange Twin Records, che decide di distribuirla e di scritturare Sibylle all’interno del proprio roster di artisti. Con quasi trent’anni di ritardo.

Il resto è storia: Sibylle Baier vende decine di migliaia di copie ancora oggi e entra a pieno titolo in questa nuova rubrica come una di quelle artiste che ha avuto successo tardi e del tutto inconsapevolmente. La ormai ex-cantante tedesca è ora una casalinga sessantenne, e, seppur sorpresa dal successo discografico di Colour Green, non è minimamente interessata a rientrare nel circuito musicale.

Colour Green è un album unico,  nel suo intimismo sincero e poco ruffiano. Per gli amanti di Leonard Cohen, Nico, Joni Mitchell e Nick Drake, Sibylle Baier è un’artista imprescindibile, da conoscere e da apprezzare. Gli arpeggi delicati alla chitarra, la voce crepuscolare, i testi malinconici contribuiscono assieme a rendere questo album uno dei migliori degli anni ’70 in ambito folk.

In Colour Green c’è la storia di una giovane adolescente, ed è forse per questo che la Baier ha messo la chitarra in cantina e si è dedicata ad altro: è cresciuta e ha definitivamente abbandonato una gioventù di tanti, troppi sogni e illusioni.

La storia musicale di Sibylle Baier si chiude definitivamente nel 2008, quando l’amico di gioventù Wim Wenders scopre Colour Green in una vetrina di un negozio di dischi e riconosce Sibylle in copertina. La contatta subito e le chiede di fare un brano per il film che stava producendo (Palermo Shooting, 2008). Lei accetta e registra, assieme al figlio Robby, il brano Let Us Know. L’ultimo brano registrato di un’artista eccezionale che ha lasciato il segno senza rendersene conto.

ASCOLTA SIBYLLE BAIER – COLOUR GREEN (1973)

 

 

Sono nato a Cesena, nel cuore della Romagna, e da sempre mi occupo di musica.

Nel 2017 ho esordito col mio primo album “Don’t Try”, che ho presentato in tour in Italia e Portogallo, inaugurando un progetto musicale solista indie-folk; su un altro fronte, mi dedico da alcuni anni alla realizzazione di colonne sonore per corti e spettacoli di teatro.

Sono laureato in musicologia al Dams di Bologna, e qui ho recentemente iniziato una collaborazione con Radio Città Fujiko, emittente storica del capoluogo.

Ho fondato il sito Now We Rise con l’intento di dare spazio agli artisti emergenti e promuovere la scena culturale e musicale contemporanea.

By |2020-09-17T17:09:02+00:00Settembre 2020|musica, recensioni|