The New Mutants, la recensione

The New Mutants, la recensione

 

Dopo un’inspiegabile catastrofe che ha spazzato via la sua riserva, la nativa americana Danielle Moonstar si risveglia in un istituto per giovani mutanti. Qui, in compagnia di altri quattro ragazzi dai poteri incontrollabili e devastanti, viene sorvegliata dalla dottoressa Reyes. Ma la donna è lì per curarli o per tenerli prigionieri?

Definire “travagliata” la produzione di The New Mutants è un eufemismo: dopo una lunga serie di rimaneggiamenti dello script, il film venne girato nel 2017. Doveva poi essere sottoposto ad una corposa fase di riprese aggiuntive, ossia la fase della produzione di una pellicola in cui si aggiustano inquadrature o, nei casi peggiori, intere sequenze… se non addirittura interi atti. Tuttavia, l’acquisizione della 20th Century Fox da parte della Disney ha scombinato i piani causando continui rinvii nella data di uscita. Tutto sembrava pronto per una release nella primavera del 2020 quando è scoppiata una certa pandemia. Ora, a settembre, il film ha finalmente raggiunto i cinema in grado di riprendere la loro attività.

Inutile dire che attorno al progetto di Josh Boone si è concentrata una notevole curiosità, alimentandone la leggenda: si trattava di un film così tremendo che la casa di produzione avrebbe voluto rigirare daccapo? O piuttosto era un film troppo raffinato e particolare per inserirsi nel già avviato (anche se, a questo punto, sarebbe più corretto definirlo già terminato) universo Fox degli X-Men?

Proprio come la leggenda che circola attorno alla pellicola, il film arrivato nei cinema risulta tanto rumore per nulla. La prima metà della pellicola presenta le back stories dei protagonisti spendendo tantissime parole e mostrando molto poco: è più ciò che ci viene detto di loro che ciò che vediamo in scena. La seconda metà decolla verso una semiriuscita parentesi horror ed un solido scontro finale senza però distinguersi eccessivamente per brillantezza e trovate innovative.

Non si tratta insomma di una perla che la malvagia Fox/Disney voleva nasconderci, né di un progetto così disastroso da non meritare l’uscita in sala. È un film con delle buone trovate annacquate in una trama a scoppio ritardato, impreziosito da alcune buone interpretazioni (Anya Taylor-Joy e Charlie Heaton su tutti) e infiacchito da altre meno riuscite (purtroppo quelle della protagonista Blu Hunt e di una Maisie Williams col pilota automatico).

Francesco Ramilli

Francesco Ramilli nasce nel 1995 a Cesena. Dopo gli studi al Liceo Classico frequenta il corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Dal 2012 al 2018 fa parte del collettivo FRàC grazie al quale pubblica diversi lavori autoprodotti e dal 2015 collabora con il festival Cesena Comics & Stories. Da sempre divora fumetti, libri, film e serie tv. Da grande vuole imparare a scrivere le bio.

By |2020-09-11T20:51:40+00:00Settembre 2020|cinema, recensioni|