Palm Springs, la recensione

Palm Springs, la recensione

 

La storia del cinema e della televisione abbonda di storie sui loop temporali, affrontati in ogni genere, sfumatura e salsa: dalla commedia al romantico, dal thriller all’horror, dal poliziesco alla fantascienza. All’apparenza quindi non rappresenta nulla di nuovo sotto al sole Palm Springs, film prodotto dai Lonely Island e interpretato da Andy Samberg, Cristin Milioti e J.K. Simmons.

Samberg è Nyles, un uomo che, dopo essersi introdotto in una strana grotta nel deserto della California, si ritrova intrappolato in un loop mentre è al matrimonio di alcuni amici. E nella noia della sua solitudine commette qualche leggerezza, come ad esempio farsi seguire da Sarah (Milioti) nella grotta e costringere anche lei a vivere la stessa giornata per sempre.

L’influenza più ovvia dei film sui loop temporali è senza dubbio Ricomincio da capo, il celebre cult del 1993 interpretato da Bill Murray, che è finito per diventare il paradigma del genere. Qualcuno si trova incastrato nella stessa giornata e a nulla valgono gli sforzi per svegliarsi il mattino successivo: c’è qualcosa da sistemare in lui, un torto da raddrizzare o il karma da equilibrare. Palm Springs tenta in ogni modo di sfuggire al cliché, peccato solo che nel suo obiettivo di essere iconoclasta risulti spesso piuttosto canonico e prevedibile.

Questo, tuttavia, non lo rende affatto un tentativo malriuscito. Il guizzo di originalità non sta certo nella trama, ma nel suo modo educato e sincero di suggerirci che dovremmo smetterla di cercare un senso nella nostra esistenza perché un senso non esiste. Questa spinta all’autodeterminismo non è facile da ritrovare in un genere come quello della commedia che si sta via via facendo sempre più bigotto e innocuo per paura di non pestare i piedi a nessuno, in un momento teso come quello attuale. Senza risultare una black comedy e senza bisogno di urlare più forte per farsi sentire, Palm Springs ci suggerisce che per uscire dalle spirali autodistruttive in cui rimaniamo incastrati occorre smettere di aspettare passivamente un intervento (o il perdono) di qualche forza superiore: sta a noi prendere in mano la situazione.

Francesco Ramilli

Francesco Ramilli nasce nel 1995 a Cesena. Dopo gli studi al Liceo Classico frequenta il corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Dal 2012 al 2018 fa parte del collettivo FRàC grazie al quale pubblica diversi lavori autoprodotti e dal 2015 collabora con il festival Cesena Comics & Stories. Da sempre divora fumetti, libri, film e serie tv. Da grande vuole imparare a scrivere le bio.

By |2020-07-13T19:59:49+00:00Luglio 2020|cinema, recensioni|