L’importante è che ci sia Immune, prima e dopo di te

L’importante è che ci sia Immune, prima e dopo di te

 

È tornato Immune, dopo un’attesa di mesi dall’ultima release con “Profondo Blu”: il cantautore piemontese sembra aver superato il trauma da quarantena e avere pronte in mano le risposte ad un’estate che – fin qui – ci ha solo assicurato gare di mediocrità tra pop star incagliate nell’obbligo di hit da balera, nell’estate delle spiagge in affitto e della lottizzazione dei mari.

Insomma, Immune sa bene che non si possono raccontare bugie e regalare alla realtà l’indifferenza necessaria a far finta che nulla sia successo, e così – senza scadere in paradigmi usurati dall’abuso di luoghi comuni, tra clave reggaeton e ritmi latini – regala comunque al pubblico italiano il piglio giusto per superare la deriva delle canzoni semplicistiche utili solo a spegnere il cervello: “Prima di te” è magma onirico che si insinua nell’ascoltatore a bordo di transatlantici elettronici, sintetizzatori modulari e crescendo inaspettati, ad accompagnare il sogno in alto mare prima di lasciarlo naufragare al largo di tutte le paure.

Insomma, c’è il tocco del talento, la produzione giusta e la scrittura interessante che caratterizza da sempre il lavoro di Immune. Ora, ci aspettiamo – ovviamente – un disco.

 

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Sei mesi di assenza sono un infinità per poter ascoltare una canzone ma sono passati veloci e silenziosi attraversando una pandemia, un freddo inverno, una dolce primavera tra le mura di casa e tante stagioni su Netflix. Venerdì ritorno con un nuovo singolo, caldo come questa estate che ci sta stringendo con le sue roventi braccia. Un brano che segna la metà del mio percorso e ridefinisce le idee portandovi dentro il cuore pulsante della musica di IMMUNE. Preparate i fazzoletti, questa volta per asciugarvi il sudore dalla fronte. “PRIMA DI TE” fuori venerdì a mezzanotte . @revubsdischi @worilla.press @spotifyitaly 📷pics @cristianc130 #indie #pop #indieitalia

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Manuel Apice

Manuel Apice è la somma delle sue domande senza risposta; ci convive bene tranne quando dimentica il suo nome. È laureato in Musica al DAMS di Bologna, fa il cantautore ed è il vincitore del Premio Fabrizio De André 2018. È sopratutto però un inguaribile narciso, con evidenti problemi di gestione nel controllare l’autoreferenziale abitudine a parlare di sé in terza persona.

By |2020-07-10T01:48:18+00:00Luglio 2020|musica, recensioni|