LILIANA FIORELLI, GIORNO ZERO PER LA NORMALITA’

LILIANA FIORELLI, GIORNO ZERO PER LA NORMALITA’

 

Liliana Fiorelli è all’esordio, ma sceglie la via della hit per presentarsi al mercato discografico in questo strano luglio sospeso tra il primo semestre di un infernale 2020 e l’incubo del colpo di coda autunnale, mentre nei ritagli in affitto di spiagge lottizzate insistono a non sciogliersi le nostre paure, a non rilassarsi le nostre muscolature.

Certo non si può per sempre piangere sulle macerie, e se la Storia va in cocci ad un certo punto si deve imparare a ballare sui pezzi di vetro: Liliana fa proprio il mantra degregoriano e con fachirico eroismo si lancia a piedi uniti sul pubblico italiano, raggelato in ritmi reggaeton e pose estive trite e ritrite, incapaci di portare davvero freschezza tra i tumulti dell’anima di quest’afa musicale, che non fa respirare e annebbia le idee.

Le si può recriminare forse il lusso della spensieratezza? C’è ben più genuinità e sincerità nella simpatia – a tratti ammiccante – della Fiorelli che nei petti sudati a colpi di latinoamericano delle pop star italiane, già impegnate nella corsa alla hit più scontata: quanto meno, “Giorno Zero” ha la freschezza giusta per diventare taranta utile a farci tenere il conto di tutti i baci che non abbiamo dato, degli abbracci sinceri di cui ci siamo privati.

Nel suo personale tentativo di lasciarsi il peggio alle spalle (e in maniera tanto sorridente da farci quasi credere che nulla sia successo), la Fiorelli ricorda a tutti – e ora più che mai – il desiderio di quotidianità, nell’era in cui l’impresa eccezionale è senza dubbio riscoprirsi normali.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

♥️7 COSE BELLE ➡️ 1) la prima illustrazione di Giorno Zero non si scorda mai, @scribbles_art_ ➡️ 2) @dagocafonal – mi hai lasciato senza parole! ➡️ 3) Fati, una delle prime ad ascoltarla in assoluto: i brividini dell’amicizia @fatima.corinna.bernardi ➡️ 4) un’intervista che ho apprezzato su @musicpuntoit – grazie! ➡️ 5) e 6) qualcuno mi ha chiesto cosa fosse questo “Amaro Camatti”; è un liquore che ho scoperto grazie ad uno di voi. Genovese, balsamico, previene il mal di mare. Un cimelio buonissimo da condividere. ➡️ 7) il commento dolce e appassionato di @bbandiari ➡️ 8) scoprirete la bellezza di questo iPhone distrutto. ♥️ ________________________ #giornozero #lilianafiorelli #rivoluzionedischi

Un post condiviso da Liliana Fiorelli (@lilidonna) in data:

Manuel Apice

Manuel Apice è la somma delle sue domande senza risposta; ci convive bene tranne quando dimentica il suo nome. È laureato in Musica al DAMS di Bologna, fa il cantautore ed è il vincitore del Premio Fabrizio De André 2018. È sopratutto però un inguaribile narciso, con evidenti problemi di gestione nel controllare l’autoreferenziale abitudine a parlare di sé in terza persona.

By |2020-07-07T22:22:33+00:00Luglio 2020|musica, recensioni|