A spasso per Napoli insieme a Brugnano

A spasso per Napoli insieme a Brugnano

Brugnano, benvenuti tra le braccia amiche di Now We Rise. Innanzitutto, come state, e come sta la vostra musica? Sono stati mesi duri, di prigionia necessaria.

Ciao NWR! Stiamo bene in realtà, al di là della situazione ferma per quanto riguarda i live; è stato un momento molto prolifico in termini di scrittura e realizzazione di alcune cose che erano lì e che siamo riusciti a completare.

Vi presentate al mondo un anno fa, di questi tempi, con il doppio release “Le Aiuole” e “Acqua Gelida”. Da allora, quanto vi sentite cambiati? Anche quest’anno, l’estate, sembra una secchiata d’acqua gelida…

Il progetto è nato proprio con l’intento di non porci limiti e cambiare – qualora lo avessimo ritenuto giusto – il percorso, sperimentando senza ragionamenti a priori. “Le aiuole” così come “Acqua gelida” sono nate dall’esigenza di raccontare qualcosa e metterci dentro quello che rappresentava entrambi nella maniera più onesta. Chiaramente, già le produzioni di adesso sono diverse, diciamo stanze diverse di uno stesso condominio.

Di “Acqua Gelida” esiste tra l’altro anche un remix con Deborah De Luca. Come è nata la collaborazione e che effetto fa sentir pompare nelle casse un brano così intimo, in origine?

Un giorno Deborah scrive a Gianluca che aveva ascoltato “Acqua gelida” e che se ne era innamorata, e sentiva di doverne fare una versione che poi è entrata nel suo nuovo disco. L’effetto è molto bello, perché è riuscita a prendere le frasi più significative portandole nel suo mondo, valorizzando i punti importanti. Non ci fa strano perché la musica è contaminazione, costante e libera, senza tutto questo sarebbe morta molto tempo fa.

Poi, prima del lockdown, altro doppio release: escono “Pioverà settembre” e “Vaffanculo anche a te”, a confermare la bontà di un progetto che nell’attesa di un anno sembra aver maturato ancor di più la sua scrittura e le sue idee melodiche. Ma come mai questa tendenza alla doppia pubblicazione, nell’era dei singoli? C’è collegamento fra le canzoni?

Brugnano nasce proprio per essere libero da una seria di logiche commerciali, scadenze, strategie. Sentivamo l’esigenza di dire qualcosa, e probabilmente erano necessari due brani per dirlo. Tra le canzoni che sono uscite ora c’è sicuramente un filo rosso nascosto che le accomuna, e quindi anche tra “Pioverà settembre” e “Vaffanculo anche a te“, il racconto di una mancanza, tra quello che non c’è e quello che resta.

Un po’ Gazzelle, un po’ Galeffi, tanto Brugnano. Qual’è la quintessenza della vostra musica? Quel quid inalienabile che vi fa dire “eccolo, questo deve essere il nostro nuovo singolo”.

Scriviamo e produciamo molto, ed è sempre difficile capire quando un brano ha raggiunto la sua forma definitiva. Non ragioniamo in termini di singoli, o brani che funzionano. Quando sentiamo che c’è una verità, quando siamo a riusciti a raccontare qualcosa in maniera onesta, seguiamo quella strada e quindi la pubblicazione. Conta solo la verità nella musica.

Le capitali del nuovo pop sono sempre più spinte verso Nord, ma la città partenopea nasconde in piena vista – e da sempre – una scena attivissima.  Ce ne parlate un po’, e sopratutto: quanta Napoli c’è dentro i vostri testi?

Le capitali del nuovo pop si spostano verso il nord perché li ci sono le etichette, le major, i produttori. Ma Napoli è sempre stata una città in fermento, attiva, piena di idee e grandi artisti e noi non possiamo non respirare e non essere influenzati da tutto questo. Credo che c’entri sempre – quando raccontiamo qualcosa – l’essenza delle città in cui siamo cresciuti e viviamo, sia nelle parole che nel suono che il progetto ha.

Cosa ne pensate del fenomeno playlist? Nell’era degli specchietti per le allodole, sembra che per sentirti davvero riconosciuto dalla scena e dagli operatori devi entrare nei contenitori giusti. Adesso, anche per suonare in giro devi entrare in playlist…

Con molta onestà, questo oscuro mondo delle playlist è una cosa che stiamo conoscendo ora, grazie anche alla nostra etichetta Luppolo Dischi, a Eros e Daniele che stanno facendo un po’ da faro nella notte. Sono persone con cui è possibile parlare e confrontarsi in maniera onesta e che hanno grande conoscenza del mercato musicale indipendente italiano e delle relative logiche e dinamiche. Ciò che possiamo fare noi quindi è scrivere produrre e suonare il più possibile.

Tre artisti (vogliamo i nomi!) a cui rubereste una canzone (vogliamo i titoli!).

Lucio Dalla – La sera dei miracoli

Lucio Battisti – Il monolocale

Frankie Hi-nrg – Quelli che ben pensano

Quattro diversi posti di Napoli in cui ascoltare ognuno dei vostri quattro singoli. Facciamo un po’ di turismo musicale!

Allora, “Appriess a te” andate al Vomero, salite a San Martino e ascoltatelo guardando tutta la città. “Le aiuole” l’ascolterei sul molo del Granatello, porto della nostra amata Portici; “Acqua gelida” la metterei andando a Bacoli, sulla spiaggia romana, al tramonto. “Vaffanculo anche a te” e “Pioverà settembre” le ascolterei camminando per il centro storico e per i quartieri spagnoli di pomeriggio dopo un caffè!

In chiusura la domanda di rito, necessaria ed inevitabile: progetti per il futuro?

Progetti per il futuro sono continuare a scrivere e a produrre. Collaborare con qualche artista( il prossimo brano sarà un feat.) e iniziare a suonare molto in giro con il nostro progetto.

 

Manuel Apice

Manuel Apice è la somma delle sue domande senza risposta; ci convive bene tranne quando dimentica il suo nome. È laureato in Musica al DAMS di Bologna, fa il cantautore ed è il vincitore del Premio Fabrizio De André 2018. È sopratutto però un inguaribile narciso, con evidenti problemi di gestione nel controllare l’autoreferenziale abitudine a parlare di sé in terza persona.

By |2020-07-03T15:08:18+00:00Luglio 2020|musica|