Frankenstein di Danny Boyle – National Theatre at home

Frankenstein di Danny Boyle – National Theatre at home

Per un periodo limitato, il National Theatre di Londra ha messo a disposizione “Frankenstein”, opera diretta da Danny Boyle e scritta insieme a Nick Dear. Potete trovarla sul canale YouTube gratuitamente, con la possibilità di effettuare una donazione e sostenere le attività del National Theatre in questa crisi che ha colpito duramente il mondo dello spettacolo.

Protagonisti d’eccezione sono Benedict Cumberbatch e Jonny Lee Miller, vecchia conoscenza di Boyle dai tempi di Trainspotting. Lo spettacolo, andato in scena nel 2011, spicca tra i numerosi adattamenti dell’opera di Mary Shelley perché i due attori principali si scambiavano ogni sera il ruolo della creatura e quello del creatore.

Particolare cura, da parte di Cumberbatch e Miller, viene data alla raffigurazione di una creatura in continua evoluzione lungo tutta la durata dello spettacolo. Memorabile in particolare il lungo prologo che mette in scena la nascita del mostro: sotto la volta del teatro costellato da lampadine attraversate da impulsi galvanici, Miller e Cumberbatch sembrano divertirsi un mondo a muovere i primi passi da neonato, assaggiare tutto quello che si trovano attorno e vedere per la prima volta il sole.

Più marginale risulta invece l’interpretazione del dottore, subdolo e megalomane, che non esita ad abbandonare la sua creatura una volta pentitosi degli esperimenti compiuti per ricreare la vita dopo la morte. Il suo personaggio esiste in funzione esclusiva del mostro e del rapporto complementare che instaura con esso.

Esistono due scuole di pensiero. Una dice che siamo tutti creati imperfetti e abbiamo bisogno della guida di un’autorità superiore, una divinità, per rimediare al peccato della nostra nascita. L’altra, in cui credo io, sostiene che nasciamo puri: un bambino non è macchiato dal peccato, il male non è altro che il prodotto di forze esterne, e Dio non ha nulla a che fare con ciò che un uomo diventerà.

Così viene insegnato alla creatura dal vecchio DeLacey, che la accoglie dopo il rifiuto da parte di Frankenstein. Nel mostro però cresce il risentimento e la furia per essere solo e abbandonato, una rabbia che lo porterà alla vendetta verso chiunque continui a respingerlo. Su un solco piuttosto fedele a Mary Shelley, tra riferimenti al Prometeo Incatenato e Paradiso Perduto, Boyle e Dear indagano il rapporto tra uomo e Dio tramite lo scontro tra i due protagonisti.

Da una parte il mostro sembra spinto a commettere azioni orribili per colpa di forze esterne: fin dai suoi primi passi nella società viene picchiato e maltrattato per il suo aspetto e le sue movenze bizzarre. In verità, man mano che cresce, il suo risentimento scaturisce dalle tante domande lasciate senza risposta dal suo creatore. Quando i due si incontreranno sulla cima delle Alpi svizzere, risulterà evidente che il mostro è stato creato “a sua immagine e somiglianza” da Victor Frankenstein, un Dio manipolatore e superbo.

Creatore e creatura, interpretati dallo stesso attore a spettacoli alterni, sono quindi il riflesso l’uno dell’altro.

Francesco Ramilli

Francesco Ramilli nasce nel 1995 a Cesena. Dopo gli studi al Liceo Classico frequenta il corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Dal 2012 al 2018 fa parte del collettivo FRàC grazie al quale pubblica diversi lavori autoprodotti e dal 2015 collabora con il festival Cesena Comics & Stories. Da sempre divora fumetti, libri, film e serie tv. Da grande vuole imparare a scrivere le bio.

By |2020-05-09T21:17:24+00:00Maggio 2020|recensioni, spettacoli|