Fyre: la truffa del Festival dei Sogni

Fyre: la truffa del Festival dei Sogni

Già disponibile su Netfilx dal 18 gennaio, il documentario tratta
Il flop dell’impresa congegnata dal giovane ma già ricchissimo amministratore delegato delle carte di credito magnines, Billy MacFarland, e dal rapper Ja Rule che, sorvolando in jet le Bahamas, trovano l’isola di Pablo Escobar e decidono di farci il loro festival epocale. “Fyre” ha tutti gli elementi per essere un film di finzione scritto per Netflix.

Dalle premesse di una grande opera in divenire, passando per le prime perplessità e la cacciata di chi secondo Macfarland ostruiva il progetto, fino alla inesorabile catastrofe, il tutto condito con un po’ battute di vero nonsense americano e di ingenuità da millennial incapaci di fare i conti con la realtà. Ecco perché di truffa in realtà non si può parlare: Macfarland pensava fino alla fine che sarebbe riuscito a offrire quell’esperienza così figa nella sua testa.

Quello che vediamo all’inizio del documentario è quello che possiamo sapere dalla cronaca dell’epoca e dalla risonanza che questo evento ha avuto nel 2017. Scavando più a fondo, il regista Chris Smith riesce a ricostruire la verità drammatica dai testimoni e membri del team di lavoro, la maggior parte del tempo all’oscuro di quello che era il disegno d’insieme. Gli stessi influencer coinvolti nella campagna pubblicitaria che hanno promosso condividendo il misterioso biglietto arancione su Instagram (tra cui Kendall Jenner, Bella Hadid, Emily Ratajkowski) e creando un hype mostruoso su un evento inesistente erano convinti che avrebbero vissuto un’esperienza indimenticabile, un sogno che veniva venduto consapevolmente all’americano benestante che quel viaggio se lo poteva permettere. Si parla di biglietti che andavano dai 500 ai 1.500 dollari giornalieri per due weekend da aprile e maggio, senza contare le ultime trovate esclusive per chi decideva di acquistare tutto il pacchetto e caricare i propri soldi sopra il braccialetto elettronico, quando ormai era chiara la bancarotta. Non appena le persone iniziano a cercare i responsabili questi spariscono dall’isola. A farne le spese i collaboratori e gli abitanti mai pagati, oltre che ovviamente i partecipanti che si sono ritrovati su un isola a lottare l’uno contro l’altro per guadagnarsi una delle tende insufficienti a coprire il numero dei presenti e con un festival abbandonato a se stesso.

Savignano sul Rubicone 1996. Canto e scrivo canzoni. Racconto la musica per quello che mi dice. Sogno sempre una grande festa dove ci siamo quasi tutti.

By |2019-02-05T13:35:13+01:00Febbraio 2019|cinema, proiezioni|